Salerno

Tra poche ore scenderà in campo la Salernitana, eppure sembra quasi che la partita di questa sera contro lo Spezia sia meno importante di tutto ciò che è successo in settimana e che ha spostato l'attenzione generale altrove. Colpevolmente, ci sentiremmo di aggiungere. Le dichiarazioni di Lotito, la successiva rettifica, l'opera di "mediazione" del cognato Mezzaroma, la presa di posizione del ds Fabiani che ha blindato Colantuono che pure sta facendo molto peggio del suo predecessore (ma davvero questa Salernitana gioca meglio di quella di Bollini?), il comunicato degli ultras e la possibile diserzione nelle prossime gare casalinghe hanno fatto discutere più della probabile formazione di oggi, dell'avversario, dello stadio infuocato nel quale i granata dovranno assolutamente fare risultato per non giocare contro il Parma in una posizione ancora più deficitaria. Perchè, al netto dell'evidente spaccatura tra la proprietà e una parte della tifoseria e di una rosa incompleta e in alcuni reparti mediocre, la cosa che più conta è che la Salernitana si salvi. Per farlo bisogna vincere le partite e se davvero si pensa che la squadra è debole, a maggior ragione tutti insieme bisogna spingerla verso acque più tranquille. Perchè una retrocessione (e solo scrivere questa parola fa venire i brividi) nell'anno del centenario sarebbe un dramma non solo per l'aspetto emotivo, ma anche per quello economico, dal momento che in C i contratti di tanti calciatori attualmente in rosa rappresenterebbero un peso.

Non vogliamo nemmeno pensarci, ma la classifica, la qualità della rosa, la difficoltà del campionato e le prossime gare di campionato impongono un cambio di mentalità da parte di tutti: basta guardare la distanza dall'ottava, guai a ritenere fallimentare un eventuale pareggio in campo esterno. La Salernitana deve salvarsi. Deve farlo soprattutto in casa cercando di limitare i danni in trasferta. Colantuono, blindato pur avendo un rendimento da esonero, non dovrà inventarsi nulla e questa Salernitana non può certo permettersi di fare turnover. In campo i più bravi, i più forti, quelli col carattere giusto per salvare la squadra e regalare un finale di stagione degno ad una tifoseria che, anche oggi, ha garantito quasi 250 presenze in campo esterno pur giocando di venerdì, con l'allerta meteo e i notevoli esborsi economici. E allora forza Salernitana, ora più di prima: a giugno si tireranno le somme, ora c'è una maglia da onorare e un ambiente da ricompattare per il bene di tutti.

Gaetano Ferraiuolo