di Gaetano Ferraiuolo
Non solo presente e futuro. Durante la trasmissione 0825 in onda su OttoChannel ieri sera alle ore 21, il tecnico dell'Avellino Walter Novellino ha parlato approfonditamente del suo passato raccontando aneddoti simpatici e rispondendo con schiettezza alle domande dei tifosi e dei giornalisti. Gradita sorpresa è stata il saluto telefonico di due calciatori con i quali ha condiviso esperienze importantissime durante la sua carriera: si tratta del centrocampista Sergio Volpi e dell'attaccante Francesco Flachi, fondamentali soprattutto ai tempi della Sampdoria. "Dopo Pirlo c'era lui" dice Novellino parlando di Volpi "un ragazzo di poche parole, ma che faceva i fatti. Quando hai in squadra un ragazzo di questo livello, è chiaro che ti può determinare l'andamento di una gara. Lo ricordo con molto affetto". L'ex Piacenza ha replicato così: "Devo tutto a quest'allenatore, ovunque è andato mi ha sempre richiesto ed è nato un rapporto speciale che ha contributo alla conquista di grossi successi. La sua presenza sulla panchina dell'Avellino mi porta a seguire i lupi con simpatia: ero a Brescia e ci siamo salutati quando i biancoverdi hanno vinto per 3-2, so che contro il Novara è arrivata una vittoria fondamentale per la classifica e per il morale e mi auguro sia soltanto il primo di una serie di successi che Novellino merita".
Bellissimo anche l'angolo amarcordo con Francesco Flachi che, con un pizzico di commozione, racconta quanto segue: "Devo tantissimo a Novellino, un grandissimo uomo prima che un grande allenatore. Quando giocavo ero consapevole di essere un calciatore bravo, ma mi è sempre mancata la continuità necessaria per esprimermi a certi livelli. Lui mi ha cambiato la carriera; il primo anno non è stato semplice perchè vivevo nella maniera sbagliata i suoi rimproveri e spesso ci siamo confrontati a muso duro, poi sono cresciuto e ho capito che era fatto tutto a fin di bene. Oggi i giocatori sono presuntuosi: se fanno due buone partite pensano di essere diventati dei campioni e quindi non accettano consigli da parte dei tecnici. Novellino è una garanzia, un professionista esemplare che Avellino deve tenersi stretto. Aneddoti? Una volta mi venne a bussare a casa prima di una partita importante, il giorno dopo vincemmo e feci gol. Da quel momento in poi, essendo lui molto superstizioso, mi citofonava sempre anche quando ero solo con mia moglie". Novellino replica con simpatia: "Confermo questo aneddoto, però in fin dei conti ti ho preso in B e sei arrivato in Nazionale. Devi sapere che, qui, se ti arrabbi con un giocatore, lo estrometti da un allenamento o lo rimproveri si apre un caso. Il calcio di oggi è completamente diverso, le persone sanno che il mio atteggiamento scaturisce dalla voglia di tirare fuori il massimo da ogni giocatore e ho l'esperienza per poter sapere come comportarmi in ogni situazione". Novellino, infine, si complimenta con entrambi che, con le rispettive squadre, sono primi in classifica "anche perchè il mister ci ha insegnato che la mentalità, l'atteggiamento e la voglia di combattere vengono prima della tattica e della tecnica". "Volpi è primo, Flachi è primo: evidentemente qualcosa l'ho saputa insegnare" chiosa il mister, per un angolo amarcord ricco di contenuti e significati.