di Andrea Fantucchio
Bisognerà aspettare il 6 marzo, l'udienza di oggi è stata rinviata, per conoscere il futuro dei 34 imputati nell'inchiesta sui furbetti del cartellino dell'Asl di Avellino. Dovranno comparire dinanzi al gup.
Il processo è nato da un'indagine della Squadra Mobile di Avellino condotta fra febbraio e marzo 2015. Gli agenti hanno ripreso, con l'ausilio di telecamere nascoste, dirigenti, medici, infermieri, impiegati amministrativi, operatori tecnici ed ausiliari, della sede di via Degli Imbimbo. Sono stati poi accusati a vario titolo di truffa aggravata e falsa attestazione di servizio.
Nella precedente udienza il Gup, Giovan Francesco Fiore, aveva rigettato le eccezioni dei difensori sulla costituzione di parte civile, ammettendo l’Asl a costituirsi. Nella prossima udienza sarà lasciato spazio alla requisitoria del pm, Fabio Massimo Del Mauro, e alle arringhe della difesa affidata, fra gli altri, ai penalisti Gaetano Aufiero, Stefano Vozella, Nello Pizza, Alberico Villani, Benedetto Vittorio De Maio, Raffaele Bizzarro, Elisabetta Acone e Giovanna Perna.
L’inchiesta sull’Asl è stata disposta dal Procuratore Capo, Rosario Cantelmo, ed eseguita dagli uomini della squadra Mobile allora guidata dal dirigente Marcello Castello.
Nel marzo del 2016 il primo filone dell’inchiesta era sfociata in 21 misure di sospensione dai pubblici uffici nei confronti di medici, funzionari e impiegati dell’Asl di via degli Imbimbo.
Nell'indagine erano state coinvolte due guardie giurate, indagate per favoreggiamento e difese dall'avvocato Gerardo Di Martino. Per loro è stata disposta l'archiviazione. Non c'erano elementi tali da sostenere l'accusa in giudizio. Inizialmente si era ipotizzato che uno dei due agenti avesse distrutto, con un cacciavite, una delle telecamere nascoste utilizzate dagli investigatori. Accusa che si era rivelata infondata. La scoperta delle telecamere aveva contribuito alla conclusione anticipata delle indagini, che si erano quindi limitate ai due mesi del 2015.