L'ira dei lavoratori delle Fonderie Pisano si è fatta sentire questa mattina, hanno presidiato dalle nove l'accesso al comune di Salerno, dopo la chiusura dello stabilimento, in seguito alla revoca dell'autorizzazione ambientale. “Vergogna, Vergogna”, questo l'urlo rivolto alle istituzioni, colpevoli, a dir loro, di averli dimenticati. La donna simbolo delle proteste degli scorsi mesi, che si incatenò tempo fa all'ingresso delle Fonderie per protesta, questa volta ha stracciato la propria tessera elettorale. Un gesto simbolico che mostra ancora più forte la rottura e la delusione tra lavoratori e istituzioni.
Una delegazione degli operai dell'opificio è stata poi ricevuta dal sindaco Vincenzo Napoli che durante l'incontro ha contattato gli assessori regionali Sonia Palmeri e Amedeo Lepore.
“Ho parlato con l'assessore Lepore e con l'assessore Palmeri – ha precisato Napoli - e ho accolto con grande affetto e amicizia i lavoratori delle Fonderie Pisano che stanno vivendo un dramma occupazionale gravissimo. Perdere anche un solo posto di lavoro rappresenta una sconfitta per tutti.
L'Aia è stata revocata dalla regione Campania, per inadempienze gravi da parte dell'azienda, ora ci troviamo a una frase cruciale, l'impianto è fermo. Avevamo ritenuto in passato che la nostra stella polare era la salute dei cittadini ma coniugata con un occhio attento alle vicende occupazionali – continua il sindaco -.
Si è perso tempo non da parte nostra e siamo arrivati a questo momento di assoluta drammaticità. Con l'assessore Palmeri e l'assessore Lepore abbiamo concordato di tenere a breve una riunione per capire quali possono essere gli interventi a scala regionale, ma anche ministeriale e nazionale per garantire il lavoro, il proseguo anche di attività produttive dislocate altrove naturalmente. Non ci siamo mai sottratti e non lo facciamo ora, siamo vicini alle maestranze con affetto e dedizione non faremo mancare il nostro supporto per quanto nelle nostre competenze”.
Il primo cittadino poi torna a parlare di delocalizzazione.
“La delocalizzazione credo sia ormai imprenscindibile, noi avevamo dato anche delle possibilità premiali per l'azienda nel caso si delocalizzassero, previste nel Puc. Nessuno di queste opportunità è stata utilizzata e ora ci troviamo in queste condizioni. La regione Campania ha dato grandi spinte per le capacità occupazionali e le possibilità localizzative con una serie di azioni di supporto economiche.
Insieme a Lepore e Palmeri e Bovanitacola tenteremo di trovare il bandolo della matassa, ma i lavoratori non si devono sentire soli”.
Questa mattina insieme agli operai delle Fonderie Pisano c'era anche Francesca D'Elia della Fiom di Salerno che ha precisato: l'occupazione è il tema principale, abbiamo approfondito durante l'incontro di questa mattina alcuni aspetti, la risposta immediata certo c'è, parliamo di ammortizzatori, ma ho sollecitato sia il sindaco che l'assessore Palmeri a renderci tutti parte attiva rispetto al lavoro e al salario. Sia in vista di questo progetto a breve presentato su bandi pubblici che va seguito non lasciato solo all'iniziativa aziendale, sia sulla possibilità se c'è di trovare elementi che fanno superare il fermo produttivo. Se ci sono altre azioni che si possono mettere in campo affinché l'azienda nel rispetto di tutte le regole possa mantenere acceso anche un lumicino di produzione, per poter guardare al futuro. Ovviamente il portafoglio degli investimenti lo ha la proprietà, a proposito di delocalizzazione, dovrà essere convocata l'azienda, ben venga un tavolo in prefettura con gli enti e le istituzioni interessate”.
Intanto per domani è previsto un sit in a Napoli, abbiamo poi chiesto all'assessore Palmeri un incontro in Regione, al quale prenda parte anche l'assessore al lavoro, alle attività produttive e all'ambiente” ha concluso la D'Elia.
S.B.