(effe) - Trotta bus, punto e a capo. Dai sindacati di categoria, che hanno appena firmato una nota congiunta con l’attivazione della procedura di regolamentazione degli scioperi, una nuova messa in mora dell’azienda che gestisce il servizio trasporti pubblici a Benevento.
Fit Cisl, UilTrasporti e Filt Cgil, proclamando per la terza volta lo stato di agitazione, hanno chiesto nuovamente alla Prefettura una mediazione per evitare lo sciopero. Nonostante accordi sottoscritti appena una settimana fa e una decina di giorni fa, davanti a responsabili (?) dell’amministrazione comunale, i dipendenti della Trotta bus lamentano la mancata corresponsione degli stipendi, che i vertici dell’azienda trasporti cittadini aveva garantito sarebbero stati pagati entro il 27 febbraio.
Ma Cgil, Cisl e Uil elencano esattamente le stesse difficoltà che avevano portato alla proclamazione dello sciopero in occasione del derby tra Benevento e Napoli, sciopero poi fatto rientrare dai sindacati dopo aver ricevuto l’impegno da parte della Trotta di rispettare tempi, procedure e diritti riguardo stipendi, contributi e contratti. In pratica, l’unica cosa puntuale in questa vertenza è il mancato rispetto degli accordi, come se Prefettura e Comune fossero istituzioni assolutamente irrilevanti da poter ignorare (o peggio) a piacimento. E senza conseguenze.
Ruolo di “comparsa” cui già da tempo sono stati relegati proprio i sindacati, magari proprio in virtù della semplicità con la quale utilizzano la porta girevole dell’agitazione, della proclamazione dello sciopero e dell’immediato ritorno alla normalità al primo stormir delle fronde.
Indegna, veramente indegna è l’indifferenza con la quale, nonostante denunce pubbliche che si protraggono da circa un mese, istituzioni sanitarie e altri organi ispettivi presenti sul territorio trascurano la mancanza di acqua negli uffici della Trotta bus di via Santa Colomba. Mancanza di erogazione idrica che deriva dal distacco dei contatori da parte della Gesesa per bollette non versate.