Benevento

Una nuova puntata nella querelle tra i dipendenti della Trotta Bus e l'azienda. La situazione è complicata e risaputa con un tunnel che ha una luce ancora lontana. Questo pomeriggio venti dipendenti dell'azienda di trasporto si sono radunati sotto Palazzo Mosti con l'intento di incontrare il sindaco Mastella o il vicesindaco Ambrosone per provare a far sentire la propria voce e cercare di risolvere una questione spinosa e fastidiosa per persone che vivono di questo lavoro.

Una situazione che è esplosa ancora di più dopo la lettera inviata dalla Trotta Bus ai dipendenti con l'accusa ben precisa di volere strumentalizzare politicamente le difficoltà dell'azienda. E questo solo a fini prettamente politici. Una nota che nasce dal fatto che, stando a quanto dichiara la stessa Trotta Bus, i dipendenti sono a conoscenza delle difficoltà e dell'impossibilità di poter regolarizzare il Durc. E se ciò non accade, è difficile ottenere i soldi dal Comune per poter attivare tutti i servizi.. se questa questione tra l'azienda e il comune non si risolve, i dipendenti non possono essere pagati. Questo è il nocciolo della questione. Da qui la lettere per uno stato di agitazione mosso solo per condizionare politicamente la vertenza. Una lettera, un foglio di carta con un dito puntato. Tanto è bastato ai venti dipendenti per armarsi di rabbia e precipitarsi sotto Palazzo Mosti. I dipendenti dalla loro avevano la promessa di ricevere gli stipendi arretrati entri il 27, scadenza che non è stata rispettata. E intanto continuano a lavorare in condizioni igienico – sanitarie precarie.

All'interno di strutture in cui è priva l'acqua e a contatto con mezzi che vivono in condizioni complicate. Una situazione ai limiti della sopportazione sotto tutti i punti di vista. Specie se si pensa che in ballo ci sono comunque le vite di dipendenti che vivono di questi soldi e che fanno grande difficoltà nell'arrivare a fine mese. Un lavoro rappresenta un diritto. In questo caso, leso senza mezzi termini.