A Salerno è ricordato come uno dei difensori più forti della storia, un professionista esemplare rimasto profondamente innamorato della Salernitana pur essendo andato via diversi anni fa dopo una retrocessione immeritata. Con quel numero 3 sulle spalle ne ha macinati di chilometri sulla fascia, lui che ha contribuito in modo determinante alla promozione in A dei granata nella stagione 1997-98 segnando, tra l'altro, due gol importantissimi all'Arechi contro Cagliari e Ancona. Per uno come VIttorio Tosto che ha conosciuto le enormi potenzialità del pubblico, vedere un Arechi così vuoto non può che trasmettere enorme tristezza e già nel recente passato (clicca qui per le interviste esclusive) lui e tante vecchie glorie granata lanciarono un messaggio alla proprietà e alla dirigenza ricordando a tutti che Salerno sa riconoscere l'impegno e l'attaccamento alla maglia a prescindere dai risultati a patto che ci sia chiarezza e che ogni singolo componente della rosa dia il massimo per la causa dal primo allenamento all'ultima partita. Intervistato dalla redazione di Granatissimi.Ottopagine in qualità di doppio ex, Tosto ha dichiarato quanto segue:
Come spieghi questo momento difficile della Salernitana?
"Ho visto in televisione la partita contro il Parma e non è certo la prima volta che la squadra perde giocando male, non è spiegabile un calo psicofisico del genere dopo un discreto girone d'andata. Non sta funzionando nulla, mancano i risultati e credo sia evidente un problema anche caratteriale e mentale: nessun giocatore sta riuscendo a prendere per mano la squadra in questa fase così delicata, la classifica è diventata preoccupante e se nemmeno all'Arechi si riescono a conquistare punti si rischia davvero di ritrovarsi in una condizione complessa. Che a questa organico mancasse qualcosa è stato sottolineato anche in passato, ormai è inutile guardarsi indietro ed è fondamentale concentrarsi sulla prossima trasferta che è diventata un autentico scontro diretto".
Giusto riconfermare Colantuono dopo la sesta sconfitta in dieci gare?
"In un momento del genere un allenatore dovrebbe trasmettere idee, ma soprattutto una certa mentalità alla squadra: a me sembra, invece, che in campo manchino tutte le qualità necessarie per compiere il saltodi qualità e scalare posizioni in classifica. Una squadra come la Salernitana non può esprimere prestazioni come quelle di lunedì sera. Evidentemente il mister non sta riuscendo a toccare le corde giuste, si fa fatica anche ad individuare quei 7-8 calciatori sui quali contare per il rush finale. Evidentemente ce ne sono pochi che possono fare la differenza, ma in momenti del genere è concreto il rischio che anche un professionista bravo possa commettere degli errori a causa della componente psicologica che incide sempre. Non so se sia stato giusto o meno riconfermarlo, non sono giudizi che spettano a me: di certo c'è che tutti si devono assumere le proprie responsabilità, allenatore compreso"
Eppure Lotito bacchetta i tifosi con frequenza...
"Il principale errore di questa società è di comunicazione. In un calcio pieno di problemi e con stadi sempre più vuoti, Salerno può contare ancora su un grande attaccamento alla maglia e uno zoccolo duro numeroso e che può dare una grossa spinta. A La Spezia, anche quando il risultato era compromesso, si sentivano solo loro e sono stati encomiabili come sempre. Non sono d'accordo e non lo sarò mai con le parole di Lotito, in questo momento bisogna assumersi le proprie responsabilità e capire quali errori siano stati commessi. Fabiani contestato? Nessuno è esente da colpe, lui è un dirigente di una certa esperienza e sicuramente potrà rappresentare un punto di riferimento per la squadra, con la speranza che si faccia quadrato e si capisca che si sta indossando una maglia gloriosa, ricca di storia e che certo non merita di essere messa in discussione da nessun presidente".
Quanto ti fa male vedere un Arechi così vuoto?
"Io l'ho vissuto negli anni d'oro, ma l'amore per la Salernitana è rimasto lo stesso. Ho visto per tv che c'era uno striscione eloquente, si invitavano i calciatori a tirar fuori gli attributi e Salerno ha tutto il diritto di pretendere questo. Non credo che questo distacco dallo stadio scatusica soltanto dai risultati recenti, credo che tutti coloro che lavorano per la Salernitana debbano fare una riflessione molto seria a 360° analizzando la situazione nel dettaglio e capendo cosa vogliano fare da grandi. L'Arechi è uno dei pochi stadi che può dare tanti punti alla squadra durante la stagione, fa male vedere anche una curva abbastanza vuota"
Certo è che passare in poco tempo da Nalini, Coda e Donnarumma a due ragazzi della Lazio e Bocalon può giustificare anche la classifica e le difficoltà...
"Bastava riconfermare i migliori giocatori degli ultimi cinque anni per poter puntare senza grossi problemi al vertice, invece spesso sono andati via quelli che avrebbero dovuto rappresentare i punti fermi, gli elementi imprescindibili per quel salto di qualità che evidentemente al momento la società non è intenzionata a fare".
Quanto è difficile calarsi nella mentalità della salvezza dopo aver sognato i play off?
"Mi sono trovato anche io in queste situazioni nel corso della mia carriera, sicuramente non è semplice, ma se la Salernitana è lì tocca a chi ha commesso degli errori risollevarla quanto prima. Al di là della classifica e del calendario, bisogna tirar fuori gli attributi, assumersi le responsabilità, rispettare la maglia che si indossa e una tifoseria che, come ho detto prima, è un'isola felice per il calcio italiano a prescindere dal leggero calo di spettatori all'Arechi. Ci sono ancora tempo e possibilità di mantenere la categoria, Salerno deve tenersi stretta questa serie B perchè la retrocessione sarebbe un danno troppo grande per tutti, in modo particolare per il pubblico"
Tra multiproprietà, impegni elettorali, federali e con la Lazio, Lotito non è molto presente così come il cognato Mezzaroma. Buona parte dei tifosi contesta e chiede che vadano via, condividi?
"Se una tifoseria, dopo anni comunque positivi, contesta la società e chiede che si facciano da parte evidentemente qualcosa che non funziona c'è. E' un discorso molto delicato, bisogna sempre mantenere un certo equilibrio per non rompere definitivamente il giocattolo in un momento così delicato. Anzitutto si salvi la Salernitana, successivamente la presidenza faccia definitivamente chiarezza illustrando alla città quali sono i programmi per il futuro e in quale direzione si voglia andare. Salerno merita un progetto ambizioso. Non è giusto che Lotito, quando la Salernitana perde, bacchetti i tifosi: non funziona così. La mia speranza è che, come accaduto all'andata, battere l'Avellino possa restituire entusiasmo, autostima e consapevolezza dei propri mezzi per vincere una serie di partite consecutive".
Gaetano Ferraiuolo