Napoli

 

di Simonetta Ieppariello

 

ORE 15.30: Nessun funerale per Luigi Capasso, l'uomo di Secondigliano che ha sparato a sua moglie a Cisaterna di Latina, uccidendo poi le sue figlie per poi togliersi la vita. Le esequie si sarebbero dovute svolgere nella parrocchia dei missionari dei sacri cuori a Secondigliano, ma, nelle tarde ore della mattina, è stato deciso di annullare la funzione. La salma lascerà probabilmente domani mattina il cimitero di Poggioreale per essere sepolta a Secondigliano. 

 I parenti, dopo aver accompagnato il feretro all’interno dell’obitorio, hanno immediatamente lasciato il cimitero per evitare di incontrare cronisti e fotografi. 

ORE 13.00: Quando il feretro di Luigi Capasso è partito alla volta di Secondigliano sono scattate le grida dei presenti. Quando il carro funebre si è messo in moto e ha lasciato il cimitero di Cisterna per raggiungere Secondigliano (Napoli) cori e grida dei cittadini che hanno urlato il loro dolore.

Nessuno perdona la strage di quell'uomo meditata nel tempo. Cinque lettere lasciate ai familiari spiegano e raccontano. I 10mila euro lasciati per i funerali suoi, di sua moglie e delle loro due figlie confermano che non si è trattato di un raptus. Ma Antonietta Gargiulo che versa in gravi condizioni, la prima ad essere sparato dal suo ex non sa che Luigi Capasso ha ucciso anche le loro due bambine.

Nessuno dei familiari era presente ad accompagnare la bara dell’appuntato dei carabinieri ha ridotto la moglie in fin di vita, ucciso le sue figlie e poi si è suicidato.  Le salme delle piccole Alessia, 13 anni, e Martina, 8, restano  in attesa dei funerali. 

Antonietta Gargiulo, intanto, è ancora ricoverata in prognosi riservata al San Camillo di Roma, in condizioni stazionarie ma gravi, ma non sa ancora quello che è successo.

La donna di 39 anni è stata trasferita nel reparto Cr1 di terapia intensiva e nelle prossime ore sarà sottoposta ad un intervento maxillo facciale per la ricostruzione della mandibola.

Non si è trattato di un raptus ma di una scelta premeditata. Forse l’idea di sterminare la sua famiglia aveva cominciato a serpeggiare nella mente di Capasso da tempo. Da settembre quando la moglie, Antonietta Gargiulo, dopo che lui l’aveva aggredita e minacciata fuori dal posto di lavoro, davanti ai colleghi e, in seguito, a casa davanti alle figlie, aveva deciso di presentare un esposto contro di lui presso la Questura di Latina. Quell'episodio, in questa storia che si conclude con una strage familiare, è lo spartiacque tra il prima e il dopo. Tra l'ossessione e la tragedia, l'inferno di un mattino di febbraio all'alba quando Luigi Capasso è arrivato davanti casa della moglie le ha sparato, riducendola in fin di vita, salendo in casa sparando alle sue due bambine per poi puntarsi una pistola in bocca, fare fuoco e farla finita. Odio che lievita, che rode pensieri e mente. 

Lei, Antonietta Gargiulo quando tre giorni fa il suo l'ex le ha sparato ha gridato alla vicina di pensare alla piccole che dormivano nei loro lettini. Poi la lunga mattinata di attesa. Lui barricato in casa con i corpi delle bimbe in una pozza di sangue. Si sperava le avesse prese in ostaggio, che fossero vive. Dalle 5 del mattino a quasi le 14 si è sperato. Poi la macabra scoperta.