Altri 22 proscioglimenti nell'indagine sull'assenteismo all'ospedale Ruggi di Salerno. Si tratta di medici, infermieri e personale sanitario, tutti coinvolti nell'inchiesta Just in Time sui presunti furbetti del cartellino, partita nel 2015. A deciderlo ieri mattina il gup Piero Indinnimeo, con una pronuncia che si aggiunge al non luogo a procedere che nelle scorse settimane ha interessato circa un centinaio di dipendenti dell'ospedale salernitano. Una cifra che pare sia destinata a salire ancora nel corso del procedimento.
Questo perchè, secondo il magistrato, attenendosi a quanto disposto dalla legge Brunetta, per dimostrare il reato non basta solo provare che il badge aziendale sia stato usato da altre persone ma va anche provata l'assenza effettiva delle persone coinvolte dal luogo di lavoro.
I dipendenti si ritroveranno così a dover rispondere non del reato di truffa ma solo di “uso non corretto del cartellino marcatempo”, punibile con delle sanzioni disciplinari. Il gup, esaminando il periodo di osservazione restituito dalle telecamere di sorveglianza puntate su due orologi marcatempo per la rilevazione delle presenze dal dicembre 2014 al marzo 2015, ha evidenziato che se si ritenessero false tutte le attestazioni rilevate si arriverebbe a un'assenza di circa 800 dipendenti, impensabile.
Intanto il 26 marzo prossimo in un'unica udienza saranno trattate le posizioni di 90 imputati. L'inchiesta esplose dopo che nel 2015 la guardia di finanza eseguì le ordinanze di misura cautelare nei confronti di dieci dipendenti accusati di truffa ai danni dello stato, false attestazioni o certificazioni nell'utilizzo del badge. Pedinamenti, appostamenti che incastrarono alcuni lavoratori scoperti mentre andavano a fare la spesa o a fare una passeggiata al mare.
S.B.