di Carmine Quaglia
Tensioni da mettere da parte, tutto in gioco per firmare il riscatto immediato dopo una striscia di sette sconfitte in dieci gare tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Si presenta così, per la Sidigas Avellino, l'inizio dell'avventura in Europe Cup (alle 20.30 la palla a due dell'andata dell'ottavo di finale contro lo Tsmoki-Minsk al PalaDelMauro), "un appuntamento importante", come definito alla vigilia dal direttore sportivo della Scandone, Nicola Alberani, che, nella conferenza stampa tenuta ieri, ha parlato di episodi poco piacevoli per alcuni protagonisti della Scandone tra campo e panchina.
Nessuna specificazione ulteriore, ma fatti - ovviamente - da stigmatizzare e non accettabili. Si conferma su più fronti un momento non semplice da gestire per il team irpino, il primo nel ciclo tecnico nato nell'estate 2016. Nel richiamo del ds biancoverde c'è stato, però, anche spazio anche per i mea culpa condivisi con lo staff tecnico e con il roster ("Ci dispiace aver tradito le aspettative e stiamo lavorando per ovviare questo aspetto, d’altro canto c’è da dire che le partite che abbiamo perso sono poche"). La Scandone è chiamata a superare in fretta la "pressione", spesso evocata nell'ultima conferenza e che ha condizionato le prestazioni dei biancoverdi.
Tra le gare citate da Alberani figura quella di Bonn del 7 febbraio scorso che ha consegnato il cambio di coppa ad Avellino e che oggi viene annunciata dal dirigente forlivese come "la seconda opportunità" per la sua squadra. "Faremo di tutto per vincere questa competizione, perché abbiamo tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo. L’atteggiamento quindi sarà aggressivo già a partire dalla prima partita di domani contro Minsk. Ci auguriamo che i nostri tifosi accorrano numerosi per incitarci come hanno sempre fatto fino ad ora": queste le parole di Alberani che, nel comunicato della società irpina, ha rinnovato l'appello al pubblico per la massima coesione, ma allo stesso tempo ha confermato l'idea della seconda chance che la Europe Cup può concedere ad una società che, in fin dei conti, è solo alla terza stagione in campo continentale. Nessun obbligo di vittoria, ma il desiderio di non lasciare nulla di intentato per rigenerarsi e rigenerare una stagione ancora lunga.