Quattro persone coinvolte. Una è stata già interrogata, un'altra lo sarà nei prossimi giorni. Entrambe hanno chiesto di comparire dinanzi agli inquirenti – diversa, e ovviamente parimenti legittima, la scelta delle altre due- dopo la conclusione dell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Assunta Tillo e dalla Squadra mobile sulla Camera di commercio di Benevento.
Accompagnate dai rispettivi legali, hanno fatto tappa in Procura, o si apprestano a farlo, Angela Iasiello (avvocato Paolo Piccialli) e Clementina Affinita (avvocato Marcello D'Auria), responsabili dei settori Affari generali, Gestione risorse umane e Provveditorato, mentre non lo faranno il segretario generale Vincenzo Coppola (avvocati Sergio Rando e Giacomo Papa) - sospeso dalle funzioni, a marzo 2017, con un provvedimento della giunta- e Aldo Ianniello (avvocato Nazzareno Fiorenza), responsabile del settore Ragioneria. Diverse le ipotesi di reato, sempre respinte dagli interessati: a Coppola e Ianniello viene contestato il peculato e l'abuso d'ufficio, alle due funzionarie solo l'abuso d'ufficio.
Si tratta di un'indagine più volte rimbalzata agli onori delle cronache, che ruota attorno alle somme del fondo accessorio; all'importo di meno di 200mila euro che Coppola, anche dirigente dell'area anagrafe economica e di quelle economico-finanziaria e trasparenza, prevenzione ed anticorruzione, avrebbe percepito indebitamente dal 2011 al 2015. Un incasso che Coppola ha sempre ritenuto legittimo perchè operato dopo il via libera dei competenti organismi della Camera di Commercio.
Di diverso parere gli inquirenti, nel mirino dei quali è finito anche il ruolo che avrebbero assunto i tre funzionari, nell'espletamento del loro lavoro, in relazione alle varie tappe dell'iter di cui, a detta dell'accusa, avrebbe beneficiato Coppola.
L'inchiesta è stata scandita anche dal no alle misure cautelari, chieste dal Pm, prima del Gip, poi del Riesame. Stessa sorte anche per la proposta di sequestro dei beni di Coppola e Ianniello.
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