Diritto alla studio, garanzie giuridiche per i docenti, libertà d'insengnamento, ruolo del dirigente, personale Ata: sono alcuni dei punti contestati dai prof irpini al ddl del Governo Renzi. Ieri i prof hanno marciato anche ad Avellino. Unlungo corteo ha attraversato il Corso Vittorio Emanuele per fermarsi in via Verdi. C'erano anche i ragazzi dell'Unione degli Studenti.
La scadenza resta fissata per il prossimo 19 maggio.
In programma per lunedì sera, un'altra iniziativa, alle ore 20.00 con il Flashmob davanti alla Chiesa del Rosario: tutti vestiti di nero, gli insegnanti avellinesi, muniti di un lumino da cimitero saranno in piediobili e in simbolico silenzio, sulla scalinata della Chiesa.
Martedì 5 maggio invece la protesta si sposterà a Roma. Ad essere mortificata, secondo i tanti insegnanti presenti, la professionalità stessa del docente che vede abbassare la qualità dell'insegnamento attraverse. Tutta colpa del principio della flessibilità che consente di utilizzare i docenti su classi di concorso diverse dal quella di abilitazione in base alle necessità della scuola di pertinenza.
Simonetta Ieppariello