Sono quarantadue i medici indagati per la morte del dottore Annio Majatico, 68 anni, di Benevento, avvenuta lo scorso 14 febbraio al Rummo, dove era ricoverato da sei giorni dopo essere stato sottoposto ad un'operazione a Napoli.
Si tratta di diciannove sanitari che lavorano al Monaldi, la struttura nella quale il professionista aveva subito un intervento alla prostata con il robot, e di altri ventitrè che sono invece in servizio al Rummo, dove il paziente era poi stato trasferito. E dove, purtroppo, il suo cuore si era fermato per sempre, gettando nello sconforto e nel dolore quanti gli volevano bene e lo apprezzavano. Enorme l'emozione nel capoluogo sannita quando si era diffusa la tristissima notizia.
Un esposto dei familiari ha avviato un'inchiesta affidata al sostituto procuratore Flavia Felaco, che il prossimo 12 marzo affiderà l'incarico dell'autopsia al professore Piero Ricci, che si avvarrà dei dottori Ubaldo Prati ed Antonio Perna. Un appuntamento per il quale, come atto dovuto, sono stati 'avvisati', così da consentire loro la nomina di un proprio consulente, gli indagati – sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Nazzareno Fiorenza e Marcello D'Auria – e le parti offese che, rappresentate dall'avvocato Nicola Majatico, indicheranno come specialisti di fiducia i professori Fernando Panarese, Vincenzo Gentile e Gianfranco Lemmo.
L'esame servirà a stabilire cosa abbia scatenato la morte e se esistano presunte responsabilità a carico dei medici che hanno avuto in cura la vittima. Inzialmente erano stati tirati in ballo solo quelli Napoli, poi si è allargata, perchè estesa a Benevento, la platea di coloro che sono finiti sott'inchiesta.
Conosciutissimo, e non solo per la sua professione, Annio Majatico era un grandissimo appassionato di sport. Presidente della società Accademia Volley, aveva la passione per la politica: per oltre una dozzina d'anni era stato consigliere comunale, ricoprendo anche le cariche di vicesindaco ed assessore all'Urbanistica, e di segretario cittadino dell'Udeur.
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