Lo definisce “un meteorite che si è abbattuto sulla città”, ribadendo che si tratta di un’ingiustizia clamorosa. Il tema del rischio dissesto del comune di Napoli, dopo la bocciatura della Corte dei conti, arriva a Palazzo Chigi. Il sindaco Luigi De Magistris, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar Campania, non demorde sul rischio pignoramento dei conti che incombe su Palazzo San Giacomo. Dopo le parole del sindaco, in una nota Palazzo Chigi ha fatto sapere che il premier Paolo Gentiloni riceverà il sindaco di Napoli giovedì a Roma. Il presidente del Consiglio ha assicurato che sta seguendo personalmente l’evolversi della situazione. "E' un'ingiustizia clamorosa, per la qualer siamo pronti - ha ribadito il primo cittadino - ad una mobilitazione senza precedenti. E chiunque pensa che ci siano responsabilità del comune su questa vicenda, è chiaramente in malafede".
Il riferimento, com'è noto, è al provvedimento della Corte dei conti che ha bocciato il bilancio approvato dal Comune di Napoli. Nel mirino, in particolare, il debito multimilionario del cosiddetto "Cr8" relativo al pos terremoto del 1980. De Magistris ha poi avuto parole al vetriolo nei confronti di Forza Italia: "Perché, esistono ancora?", la domanda che si è posto davanti ai cronisti. "Intanto, facciano i conti con la sconfitta elettorale. Poi, se saranno bravi e si faranno eleggere, vedremo come affronteranno i problemi della città. La verità - ha rincarato la dose - è che se il comune non ha dichiarato fallimento è solo perché c'è la giunta a guida De Magistris". Giudizio sospeso, invece, sui 5 Stelle: “Diamogli almeno il tempo di insediarsi”.
Insomma, il tema dissesto tiene banco a Palazzo San Giacomo. E va di pari passo con l'altra grande questione sul tavolo dell'amministrazione del capoluogo, ossia la grana Anm dopo le dimissioni dell'amministratore unico: "Ora servono competenze trasportistiche - il commento di De Magistris -, si apre una nuova fase per garantire non solo il salvataggio dell'azienda di mobilità che è in regime di concordato preventivo, ma anche un rilancio strutturale".
Giovanbattista Lanzilli