Avellino

 

di Carmine Quaglia

"Respirare l'ansia e un po' di pressione negativa, secondo me, non è quello di cui questa squadra ha bisogno". Si esprimeva così appena martedì scorso, in conferenza stampa, il direttore sportivo della Sidigas Avellino, Nicola Alberani. Il pari di mercoledì in Europe Cup è, per diversi motivi, l'ottimo riflesso della fase vissuta dai biancoverdi nella stagione. 

Una squadra prima in classifica al termine del girone d'andata, capace di battere le dirette antagoniste, Milano e Venezia su tutte, capace di stendere per due volte la favorita del girone in Europa, il Besiktas, può scivolare all'improvviso in paure e pressioni immotivate per la semplice volontà di ottenere, più di ogni altra cosa, un trofeo, qualcosa di tangibile, uscendo sconfitta nella gara spartiacque in campo continentale e in una sfida cruciale nel percorso nazionale, nel quarto di Coppa Italia contro Cremona? E' quello che è avvenuto e ora tocca alla Sidigas trovare la forza per uscire dal periodo negativo (sette sconfitte nelle dieci gare che hanno preceduto il pari di coppa con lo Tsmoki-Minsk). 

In mattinata, il coach dei lupi, Stefano Sacripanti, ha toccato diversi punti sensibili dell'ultimo periodo biancoverde in una lunga conferenza stampa. Sin dall'avvio del classico appuntamento nella press conference del DelMauro, il tecnico canturino ha precisato su diverse questioni escludendo alla sua persona episodi spiacevoli, confermando il gran rapporto con la piazza e, allo stesso tempo, ha ringraziato il ds Alberani per la difesa di tutte le componenti in una fase delicata in termini di risultati. Il coach ha escluso, di fatto, pressioni esterne, bensì ha rafforzato l'idea di una squadra che, per diversi motivi, in primis la costante emergenza infortuni, appare oggettivamente in riserva e che sembra schiacciata dalla voglia di superarsi. 

"Noi ad Avellino stiamo benissimo. Tutti i giocatori stanno benissimo, anzi credo che i giocatori siano, come tutti noi, esageratamente frustrati per non poter dare una gioia vera. - ha affermato Sacripanti in sala stampa - L'unica cosa, me ne dovete dare atto che lo dico dal primo giorno di questa stagione, è che le aspettative sono state sempre con un'asticella altissima. Forse nel primo posto non siamo stati capaci a gustarcelo tutto, in primis noi stessi. Ma questo include me, include la squadra, include tutti quanti. Avellino invivibile? Ci tengo a sottolineare che è l'esatto contrario".

Quel che resta delle conferenze stampa è il richiamo della Sidigas all'unità di intenti per una stagione ancora lunga, anche se, in fin dei conti, nello sport, l'unica via d'uscita è il successo, panacea di tutti i mali ad ogni latitudine, capace di spazzare via tutte le nubi che, ad un tratto, si sono addensate nella zona del PalaDelMauro. La prima chance di riportare un sole splendente è domenica nella gara contro Brindisi.

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