Ospite telefonico della trasmissione "Derby" in onda ieri sera su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) l'ex attaccante della Salernitana Erjon Bogdani ha parlato dei due gol segnati contro l'Avellino nella stagione 2003-04: "Ricordo benissimo le due partite tra Salernitana ed Avellino: nella sfida di andata fu un mio colpo di testa a regalare tre punti alla mia squadra, mentre in terra irpina purtroppo abbiamo perso pur essendo passati in vantaggio all’inizio del secondo tempo. E’ la classica partita che tutti i calciatori vorrebbero giocare, che tira fuori delle motivazioni incredibili: la vittoria è l’unico pensiero, non esistono nè classifica, nè altri tipi di problematiche. Quell’1-0? Lo stadio era completamente pieno, quando siamo arrivati per il riscaldamento c’era un Arechi gremito che ci spinse alla vittoria. Ancor di più erano felici perché sulla panchina avversaria era seduto Zeman che era un ex che non aveva fatto benissimo nella stagione precedente”.
Si chiede a Bogdani quanto possa essere difficile per un attaccante giocare in una piazza calda ed esigente come quella granata: “Io penso che il fattore tifo debba essere sempre interpretato come una spinta positiva. Quando si gioca all’Arechi, in uno stadio così bello, bisogna ritenersi fortunati: la pressione c’è quando le cose non girano per il verso giusto, ma il pubblico trasmette sempre una marcia in più dal primo al novantesimo ed è indubbiamente un vantaggio”. La tragedia della morte di Astori ha scosso anche Bogdani, ancor di più perchè conosce benissimo l'allenatore della Fiorentina Stefano Pioli che a Salerno gli diede sempre grandissima fiducia: “E’ stato un momento tremendo non solo per il mio ex allenatore, ma anche per tutto il calcio italiano, è successa una cosa terribile che non si può assolutamente commentare. Piano piano bisognerà ripartire ed andare avanti, lo sport regala sempre grandi emozioni e aiuta a superare questi drammi che ci hanno toccato tutti profondamente”.
Sulla differenza tra il calcio di oggi e quello di un tempo: “L’attaccante resta sempre attaccante, tutte le squadre dipendono dai gol dei propri bomber e da questo punto di vista so che i miei colleghi ricoprono un ruolo particolare, che pone tutti al centro dell'attenzione soprattutto quando le cose non girano per il verso giusto. Il calcio è cambiato tantissimo, non si può paragonare la serie B di oggi a quella di un tempo. Basti pensare che, nel mio anno a Salerno, affrontavamo squadre come il Cagliari di Zola, Suazo ed Esposito, la Fiorentina, il Napoli, il Catania, ricordo che anche la Ternana aveva uno squadrone che dava battaglia. Oggi è tutt'altra cosa". Infine un auspicio: "Per domani non ho dubbi: spero che vincano i granata, forza Salernitana!"
Gaetano Ferraiuolo