Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

«Non ti muovere!», così gli hanno urlato mentre si allontanavano col bottino. Lo avevano derubato di oggetti preziosi e contanti. E' accaduto ieri notte a Contrada Archi: zona residenziale di Avellino che si trova a ridosso della città ospedaliera. Già presa di mira dai ladri nelle scorse settimane e teatro della tragica morte di Ugo Masucci. Noto dentista avellinese ritrovato cadavere nella sua abitazione lo scorso 11 dicembre. Uno dei moventi ipotizzato dagli investigatori era proprio quello della rapina poi finita male. Un episodio che aveva generato ulteriore paura fra i residenti della zona. E che ieri è tornato prepotentemente d'attualità.

Ancora furti a Contrada Archi. I ladri, almeno tre, hanno preso di mira una villetta non distante da quella di Masucci. Hanno attraversato la campagna alle spalle dell'abitazione, scavalcando la recinzione che circonda il giardino, prima di segare un' imposta ed entrare nella villa. Intanto al primo piano c'era il proprietario. Stava guardando la tv e non si è accorto di nulla. Fino a quando i ladri non hanno fatto cadere un oggetto. E' allora che l'uomo si è precipitato nella stanza attigua. Un “palo”, però, aveva già dato l'allarme. I ladri andando via hanno minacciato il proprietario di casa, intimandogli di non seguirli. L'accento – come ha raccontato l'uomo ai carabinieri – farebbe ipotizzare che si tratti di napoletani. Hanno rubato alcuni monili d'argento e un portafoglio con dei contanti. Un bottino di diverse centinaia d'euro.

Numerose le proteste. I residenti, scossi dall'accaduto, hanno denunciato l'assenza di sorveglianza adeguata: reputano troppo esigui i pattugliamenti delle forze dell'ordine. Un dato al quale si aggiunge la scarsa illuminazione della zona dalla viabilità compromessa. I cittadini hanno chiesto invano alle istituzioni di intervenire, istallando più telecamere. Hanno poi invocato la realizzazione di un'illuminazione pubblica migliore. Al momento, appelli inascoltati. Le promesse del sindaco sull'istallazione di altre telecamere, sono rimaste inesaudite. E i furti in casa non sono mai finiti.

Ricorderete i numerosi colpi in abitazione già avvenuti. Dinamica simile: i ladri arrivano dalla campagna, lasciano un “palo in zona”, poi rompono infissi di porte o finestre e entrano in casa. Portano via oggetti di valore o di elettronica privi di gps. Non sono degli sprovveduti, anzi: la velocità di esecuzione fa ipotizzare si tratti di bande di professionisti. Poi si dileguano fuggendo attraverso la campagna dove li attende il complice in auto.

I cittadini sono furiosi e preoccupati. Hanno il timore che i ladri possano entrare in casa anche quando ci sono i proprietari. E di quello che potrebbe accadere se fossero armati. Un timore legittimo al quale le istituzioni preposte, amministrazione in primis, non sono riuscite a rispondere adeguatamente.