Seconda vittoria consecutiva e prestazione convincente per la Salernitana, capace di battere l'Avellino al termine di una gara giocata benissimo nel primo tempo e gestita con intelligenza nella ripresa anche grazie alla giornata no di un avversario praticamente non pervenuto. Spicca su tutti Riccardo Bocalon, un autentico leone dal primo al novantacinquesimo e capace di fare la differenza come mai era capitato. Ecco le nostre pagelle:
Radunovic 6: attento ogni volta che viene chiamato in causa. Non deve compiere parate particolarmente difficili, ma guida la retroguardia con quell’autorevolezza che troppo spesso era mancata in passato. Progressi sulle uscite, meritava di uscire dal campo con la porta inviolata
Pucino 6: non è in piena forma e si vede, in un paio di circostanze l’Avellino sfonda proprio dal suo lato e crea qualche pericolo. Capisce che è il caso di tenere la posizione senza esagerare e nel secondo tempo tiene botta senza commettere errori
Casasola 6,5: l’unico dei quattro innesti del mercato di gennaio che ha inciso positivamente, un calciatore sul quale puntare per il presente e per il futuro. Dalle sue parti si aggira Bidaoui e non gli fa toccar palla, al punto che Novellino cambia modulo e lo sostituisce. Giganteggia anche nella ripresa con un mix di esperienza, spensieratezza e cattiveria agonistica
Schiavi 7: prende una botta da Gavazzi in avvio, da leader della squadra non si fa abbattere e annulla totalmente lo spaesato Ardemagni. Abdica quando le forze vengono meno, ma ancora una volta si è confermato un lusso per la categoria rispondendo sul campo a quella sparuta minoranza che non ha ancora capito che, preso singolarmente, il reparto difensivo della Salernitana è di altissimo livello
Tuia 6: l’unico nel primo tempo a ballare un po’ in retroguardia, quando Molina crossa rasoterra si fa trovare spesso fuori posizione e prima Casasola in diagonale, poi Ricci con un miracolo evitano guai peggiori. Al 40’, però, compie un intervento da applausi a metà campo in scivolata e si sblocca anche dal punto di vista psicologico, disputando un secondo tempo praticamente perfetto
Ricci 6: i più si ricorderanno dei tantissimi palloni che ha sbagliato in fase di impostazione, ma a metà primo tempo ha compiuto un grandissimo salvataggio al centro dell’area di rigore anticipando provvidenzialmente Asencio che avrebbe calciato a porta praticamente vuota
Minala 6,5: ricambia il favore al compagno rispetto a quanto accaduto all’andata fornendo un assist al bacio per Sprocati. Beniamino del pubblico e tartassato di falli come prevedibile, ha disputato una partita quasi perfetta dimostrandosi anche maturo e capace di non cadere nella trappola delle provocazioni
Kiyine 8: ormai è una piacevolissima conferma, merito anche di un allenatore che sembra avergli trovato la giusta collocazione tattica dopo una serie di esperimenti. Sblocca la partita con un tiro maligno deviato da Kresic, abbina qualità e quantità e nel secondo tempo fa impazzire la retroguardia avellinese con un’azione che vale da sola il prezzo del biglietto. Continuasse su questi standard potrebbe davvero fare sfracelli in carriera anche in una categoria superiore
Di Roberto 6: un passo indietro rispetto alla partita di Ascoli, ma oggi è impossibile attribuire qualche insufficienza. Tanto sacrificio in fase di non possesso e qualche preziosa punizione guadagnata
Sprocati 7: l’Avellino gli porta bene, come all’andata riesce a timbrare il cartellino con una perla che chiude il discorso derby. Novellino aveva parlato di una gabbia da costruire intorno a lui, in realtà fa praticamente quello che vuole risultando devastante in ogni zona del campo. Forse prematura la sostituzione
Bocalon 9: non ha fatto gol, ma questa può essere la partita della svolta per un ragazzo che, a testa bassa, ha assorbito le critiche- anche giuste- dell’ambiente sbloccandosi soprattutto dal punto di vista mentale dopo la doppietta di Ascoli. Propizia il secondo gol con un pressing vincente su Morero, nel secondo tempo gioca a tutto campo correndo e combattendo come mai avevamo visto dall’inizio della sua avventura. L’ovazione dell’Arechi è più che meritata, che possa davvero essere una storia simile a quella di Coda?
Zito 6: sbaglia il rigore e in questo caso la colpa è stata quella di sovvertire le gerarchie che volevano Pucino in lista per il tiro dagli undici metri. Il boato dell’Arechi è pari ad un gol, però, quando recupera un pallone sotto i distinti sradicandolo dai piedi di tre avversari
Signorelli 6: alterna come sempre buone giocate a qualche errore banale che favorisce le poche e sterili ripartenze dell’avversario
Mantovani 6: fa il suo quando la gara ormai è vinta
Colantuono 6: la squadra esprime un buon gioco, la scelta di piazzare Kiyine mezz’ala lo premia ancora una volta. Discutibili le due sostituzioni
Gaetano Ferraiuolo