Salerno

Sarà per la sconfitta, sarà per la supremazia granata in campo e sugli spalti, ma l'Avellino e i suoi dirigenti non hanno vissuto benissimo il pomeriggio di oggi un Arechi vestito a festa e che ha saputo trascinare la Salernitana come non accadeva da tempo. Sin dalle prime ore del mattino in città si respirava un clima di tensione e di trasporto emotivo: da un lato la voglia dei salernitani di imporre il fattore casalingo e conquistare la terza vittoria consecutiva nel derby, dall'altro la fame di riscatto dei biancoverdi dopo la beffa dell'andata. Dal punto di vista dell'ordine pubblico non tutto è filato liscio malgrado il grandissimo lavoro degli steward e delle forze dell'ordine; anche stavolta il match è stato scandito dall'esplosione di numerosi petardi, da qualche lancio di oggetti di troppo soprattutto dall'anello inferiore dei distinti e da qualche accenno di rissa tra le opposte "fazioni", tutto sedato a fatica dalla polizia e fortunatamente senza gravi conseguenze. In campo anche i protagonisti principali non sono stati propriamente esemplari. Durante il sopralluogo pregara Joseph Minala ha fatto capolino sotto la curva Nord, un gesto non certo provocatorio, ma che è stato così interpretato dal popolo biancoverde che ha risposto con cori di scherno e piuttosto offensivi. Battibecco anche tra Biancolino e i tifosi presenti in tribuna, pare per un gesto di sfida da parte dell'ex Salerno Calcio: tutto si è risolto con l'intervento di Rocco Palladino, uomo di fiducia della Salernitana addetto alla sicurezza e che, insieme al grande Gianluigi Casaburi, gli ha chiesto di tornare negli spogliatoi per non accendere ulteriormente gli animi.

Un accenno di rissa c'è stato anche alla fine della partita. Mentre la squadra trionfava sotto la Sud, si è registrato un duro alterco tra il team manager Salvatore Avallone e il difensore dell'Avellino Lorenzo Laverone, con parole grosse e il solerte intervento di Alessandro Loffredo e di altri esponenti dello staff granata. Anche in quel caso Raffaele Biancolino si è "intromesso" litigando con i presenti e tornando negli spogliatoi strattonato dal difensore Kresic, tutto tra i fischi della tifoseria assolutamente imbestialita per un comportamento che potrebbe essere oggetto anche di approfondimenti da parte del giudice sportivo. Il commissario di campo, infatti, avrebbe preso nota dell'accaduto e non sono da escludere squalifiche o ammende. Per il resto la festa è solo granata, proprio come all'andata: del resto non c'è derby senza ruggini, ma il campo ha parlato chiaro e chi vince ha sempre ragione.

Gaetano Ferraiuolo