(fed.fes) - Dario De Luca, sindaco di Potenza, l'evoluzione negativa dei rapporti con la Trotta bus la sta vivendo come una croce dalla quale non si riesce a liberare. Per Benevento è come una finestra aperta sul futuro: dopo che è successo a Potenza, puntualmente, in fotocopia, i fatti si verificano da queste parti.
Magari sarà già noto, ma la vertenza tra dipendenti, Comune e Trotta bus a Potenza si confronta con mancata retribuzione della mensilità di gennaio, mancati versamenti al Fondo Priamo e suoi complementari, mancata corresponsione dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti a bordo dei mezzi e degli impianti Fta e mancata condivisione dell’organizzazione del lavoro.
Ma a mandare su tutte le furie amministrazione comunale, sindacati e dipendenti c'è dell'altro: la Trotta ha deciso che alcune linee saranno limitate o cancellate. E questo senza alcun confronto. Lo ha comunicato e basta. Ovvia, la ricaduta, senza dubbio negativa, sui livelli occupazionali. Di qui l'allarme dei sindacati, a Potenza.
Le cose di casa nostra, a Benevento, non raccontano scenari dissimili. Anzi. Come a Potenza, l'amministrazione comunale per l'ennesima volta deve fronteggiare l'emergenza stipendi facendosene carico con anticipazioni. Come a Potenza, i servizi connessi ma strategici che la Trotta bus deve rendere alla cittadinanza non funzionano o sono fermi, come il mega parcheggio di via Del Pomerio. I contatori staccati da Gesesa presso la sede di via Santa Colomba sono la “singolarità” che Benevento offre di sé.
A Potenza, i sindacati stanno ragionando a carico di chi quella “culpa in vigilando” (l'omesso controllo su un illecito altrui) debba essere contestata e sul perché, nonostante il reiterarsi dei disservizi, i rapporti non vengano interrotti. A Potenza, appunto. A Benevento no.