Benevento

 

E la chiamano “giornata ecologica”. Giusto il tempo di attendere l'arrivo degli atleti della Strabenevento e le auto hanno ripreso a sfrecciare allegramente per il centro e in tutte le aree nelle quali era previsto il blocco del traffico veicolare.

Colpa degli automobilisti? No, questa volta la conclamata inciviltà di chi è al volante non c'entra. Difficile attribuire responsabilità di sorta a chi trova la strada libera davanti a sé. Transenne frettolosamente rimosse e Polizia municipale che aveva abbandonato anzitempo i “check point” perimetrali del percorso, quando le lancette avevano da poco superato le 12 (le foto che pubblichiamo sono state scattate alle 12,15). Ben prima dunque del “liberi tutti” fissato dalla ordinanza sindacale per le 14.

Condotta davvero poco in sintonia con le finalità dichiarate della giornata che avrebbe dovuto rappresentare anche un'occasione di tutela ambientale, se non altro sul piano simbolico. E invece ancora una volta ha prevalso l'urgenza di agevolare il passo dei mezzi a motore accantonando quanto prima gli scomodi sbarramenti. Due ore di stop in più non avrebbero certo risolto i problemi serissimi che Benevento continua ad avere sul piano dell'inquinamento atmosferico. Dall'inizio dell'anno il capoluogo sannita ha già superato 37 volte i limiti consentiti di polveri sottili pm10, ottenendo così il non invidiabile primato di città più inquinata della Campania. Probabilmente nemmeno chiusure più prolungate (ma pur sempre una tantum) garantirebbero ai beneventani aria pulita. L'unica vera soluzione resta un approccio “eco” continuativo e soprattutto sincero, con l'adozione di misure magari meno efficaci mediaticamente ma più durature. Aver segnato una ics in più alla voce “giornate ecologiche” può risultare utile alle classifiche di Legambiente, non alla salubrità reale dell'aria che si respira in città. Che continua ad essere pessima.

Paolo Bocchino