di Simonetta Ieppariello
Tra sabato e domenica era diventato virale il post di un utente Facebook, che, presentandosi come infermiere, sosteneva che lui, in caso di arresto cardiaco, tra un nonno milanese di 100 anni e un bambino napoletano di sei avrebbe salvato l' anziano.
Non c'è più traccia del suo profilo, ma il commento è stato immortalato e in poche ore è diventato oggetto di polemica e indignazione. A segnalarlo, a sua volta su Fb, Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico, determinato ad andare fino in fondo.
«Il Movimento Neoborbonico ha inviato al presidente uscente della Regione Lombardia Roberto Maroni, al nuovo presidente Attilio Fontana e all'Assessorato alla Sanità, una richiesta per avviare un'inchiesta in merito ad un tale Alessio F. autore di un post su Facebook che in poche ore è diventato virale – annuncia Gennaro De Crescenzo, presidente dell’organizzazione, sul suo profilo Facebook –».
Il post di De Crescenzo continua, annunciando di essersi rivolto agli organismi competenti per le opportune verifiche. Dal canto loro i referenti della Federazione Infermieri precisa in una nota sul social: «In merito alle affermazioni apparse sui social del signor Alessio F., disdicevoli nei contenuti - “Tra un nonno milanese di 100 anni e un bambino napoletano di sei, io rianimerò sempre il nonno milanese” - e contrarie al codice deontologico degli infermieri così come a qualunque espressione di buon senso e ai principi della nostra professione», la Federazione Nazionale Infermieri, che rappresenta gli Ordini a cui sono iscritti gli oltre 440mila infermieri operanti in Italia, precisa che «il signore non è un infermiere, non essendo iscritto all’albo e non operando quindi come tale in nessun ambito».
«Si tratta quindi di un abuso di titolo del quale eventualmente il colpevole risponderà a questa Federazione sia per aver millantato una qualifica professionale non posseduta, sia per il danno che la professione ha conseguito dalle affermazioni da lui esternate», precisano i vertici dell'associazione in una nota diffusa anche sui social network.
«È evidente - conclude la nota - il danno di immagine per la professione infermieristica, apprezzata e ben conosciuta non certo in questa forma dalle persone. Gli infermieri garantiscono dignità, diritti e salute a tutti, tutti i giorni, in tutti i contesti».