Benevento

Due giorni fa l'arrivo degli ispettori ministeriali per una verifica delle attività in Tribunale e in Procura, questa mattina il sopralluogo della Procura generale di Napoli. Sono i due momenti che stanno scandendo, in maniera indipendente, la vita del Palazzo di giustizia di Benevento, peraltro attraversata dalla due giorni di astensione nazionale dalle udienze, che si chiude oggi, delle Camere penali. Particolare curiosità ha inevitabilmente suscitato la visita dei dirigenti della Procura generale - nell'occasione accompagnati dai colleghi sanniti -, interessati alla definizione delle problematiche della sicurezza della struttura giudiziaria. Al di là delle installazione e dell'attivazione di una serie di telecamere ad ogni piano del Tribunale – i lavori sono in corso -, attenzione puntata, ovviamente, sulla necessità di filtrare gli ingressi.

La prima novità è un 'ritorno al passato', con il ripristino della porta blindata, da tempo fuori uso, e del vecchio varco di accesso, che sarà dotato del metal detector e del rullo sul quale sistemare, perchè possano essere 'scrutati', borse e zaini.

Tornerà alla sua iniziale postazione la guardia giurata della Cosmopol – è l'azienda che gestisce il 'servizio di portierato' – che avrà il compito di osservare le immagini restituite da tre monitor e segnalare, se si verificheranno, situazioni sospette legate alla presenza di armi. Un ruolo, quello di filtro ed osservazione, che i dipendenti dell'istituto di vigilanza stanno svolgendo da alcuni mesi, con la collaborazione di dipendenti del Tribunale e di due carabinieri, nei pressi dell'ingresso, più vicino al bar, fin qui utilizzato. E' da qui, una volta ultimati gli interventi, che i frequentatori lasceranno il Palazzo, sempre sotto gli occhi di qualcuno.

Metal detector e rullo anche in Procura, dove presta servizio un'altra guardia giurata. Insomma, un insieme di di accorgimenti che hanno l'obiettivo di migliorare la situazione ed assicurare la massima tranquillità ad addetti ai lavori e cittadini contro il rischio, sempre in agguato, di possibili pericoli. Come si ricorderà, il tema della sicurezza al Palazzo di giustizia si era riproposto a metà novembre dello scorso anno, quando un uomo era piombato nella stanza di un giudice, sostenendo di essere un detenuto.

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