di Siep
Riesplode la rabbia dei migranti ad Avellino. In cinquanta stamattina hanno manifestato davanti la Provincia. La metà dei profughi accolti nel convento Stimmatine, sono stati in drappello in centro ad Avellino e hanno raccontato ai cronisti il loro disagio, nel vivere da sette mesi in condizioni che definiscono impossibili. Alcuni hanno spiegato di non avere assistenza sanitaria. Nello specifico due di loro avrebbero ancora proiettili nelle gambe, altri avrebbero raccontato episodi di violenza. (clicca e segui servizio tv)
Cibo, camere e acqua. Alcuni di loro avrebbero avanzato più di una lamentela sulle condizioni di accoglienza ad Avellino. Hanno chiesto alla Prefettura di intervenire e avviare le necessarie verifiche.
«Siamo davvero esasperati - spiegano -. Questa non è vita. Veniamo da paesi dove c'è guerra e povertà estrema. Ci auguravamo condizioni minime di dignità. Invece ci negano tutto. Anche di andare in ospedale per cure necessarie».
I rappresentanti di Governo hanno ricevuto una delegazione di migranti ed hanno assicurato loro un’ispezione presso il Centro n tempi brevi. Per rimarcare il problema, è stato fatto l’esempio di due immigrati che da sette mesi avrebbero alcuni proiettili nelle gambe, frutto forse della violenza degli scafisti. Nonostante ciò, queste persone non avrebbero ricevuto nessuna cura medica.
Il caso migranti in Irpinia torna a tenere banco. Le rivolte dei profughi in alcuni comuni, come le stesse reazioni delle comunità che si trovano ad accoglierli, che più volte avrebbero protestato contro l'aumento degli arrivi hanno scandito lo scorrere degli ultimi mesi.
La distribuzione nei vari centri di accoglienza viene puntaulmente accolta con molto disagio dai residenti nei vari centri irpini. Senza contare il problema dell'accattonaggio che ha visto un netto aumento di presenze di migranti davanti a market ed esercizi commerciali.