di SImonetta Ieppariello

Una protesta nel nome di Salvatore, l'ennesima vittima innocente del sistema che non funziona, e di tutti gli altri bimbi trapiantati. C'è chi un nuovo cuore lo ha avuto e chi invece lo aspetta da troppo tempo. E poi c'è Dafne che non mangia da sei giorni per chiedere soluzioni.

Si appellano alla Direzione generale del Monaldi, al presidente della Repubblica Mattarella, e alla Regione Campania «per garantire la necessaria assistenza dei nostri figli trapiantati». Sono i genitori del Comitato bimbi trapiantati di Napoli, che questa mattina hanno manifestato contro la sospensione dei trapianti perdiatrici.

Hanno manifestato in sit in bloccando, simbolicamente, l'uscita dell'ospedale Monaldi ai Colli Aminei. «Mancano organizzazione e percorsi adeguati di cura», denuncia Dafne Palmieri, presidente del Comitato, al settimo giorno di sciopero della fame, che già nei giorni scorsi aveva lanciato un appello al Capo dello Stato Mattarella. LUnghe attese e la vita di giovanissimi a rischio.

«Dopo mio figlio Massimo, trapiantato nel 2014, tutti gli altri trapiantati o in attesa di trapianto sono morti. Ieri ci sono stati i funerali di Salvatore, un bambino di tredici anni trapiantato a Roma, che è venuto a Napoli ed è stato ricoverato nel reparto di cardiochirurgia adulti - ha spiegato al megafono la Palmieri - l'azienda ha sospeso l’attività chirurgica ma dice di garantire l’assistenza».

Nel mirino il sistema e la mancanza di strutture all’ospedale Monaldi. Ad acuire i toni della protesta, c’è stata la morte di Salvatore, di cui ieri si sono celebrati i funerali.

Salvatore sarebbe il nono bambino a perdere la vita al Monaldi dal 2015 a oggi. Lo dice il Comitato.

«Lo scorso 5 febbraio - ha raccontato Mena Di Maso, mamma di un ragazzo ventenne in attesa di trapianto  - siamo arrivati qui di corsa. Mio figlio lamentava i chiari sintomi di una cardiopatia dilatativa e invece i medici ci hanno detto che erano i sintomi dell'influenza. Se io non avessi insistito, non lo avrebbero ricoverato». 

Per i genitori i punti da affrontare a stretto giro riguardano «la mancanza di organizzazione e di protocolli e, nonostante ciò - denunciano - la Regione continua a finanziare un Centro che non funziona erogando al Monaldi oltre 3 milioni di euro di cui un terzo gia' liquidato».

 

Oltre a Federconsumatori Campania, nello spiazzale antistante all'ingresso dell' ospedale Monaldi c'era anche una delegazione di neo parlamentari 5 Stelle alla loro prima uscita pubblica.