di Andrea Fantucchio
Arrivano i primi Daspo per i tifosi dell'Avellino coinvolti nella rissa avvenuta dopo il derby con la Salernitana. Sono undici i provvedimenti emessi dal Questore di Salerno, Pasquale Errico. Si tratta di diffide comprese tra tre e cinque anni con obbligo di firma. Decisive per l'identificazione dei responsabili le immagini raccolte dalle telecamere.
I provvedimenti sono scaturiti da quanto accaduto dopo il triplice fischio del derby dell’Arechi. Quando, complice anche la lunga attesa per questione di ordine pubblico, si è scatenata la rissa. Coinvolte due fazioni di ultras avellinesi che si sono scontrate poco prima di lasciare lo stadio. Nella concitazione del momento sono rimaste ferite anche persone che nulla avevano a che fare con il tifo organizzato. Fra le quali una ragazza, alla quale sono stati rotti due denti. Anche un bambino è stato soccorso dal 118 a causa del forte spavento.
Nello scontro sono rimasti feriti anche quattro agenti della Questura di Avellino che hanno cercato di dividere i supporter. I poliziotti, fra i quali anche il vicequestore Elio Iannuzzi, hanno riportato ferite e contusioni a causa di pugni e calci. Alcuni tifosi hanno anche utilizzato le cinture per ferire gli agenti.
Così erano scattate le indagini per risalire ai colpevoli. Un'attività investigativa che ha visto impegnata la Digos di Salerno e quella del capoluogo irpino diretta dal vicequestore, Francesco Cutolo.
Come anticipato il materiale video raccolto dalla Questura salernitana è stato poi spedito ad Avellino per l'attività di identificazione. E stasera sono arrivate le prime convocazioni negli uffici di via Palatucci. Per gli undici tifosi individuati sarà quindi impossibile seguire l'Avellino già dalla prossima partita. Sono ancora in corso le indagini per risalire alle altre persone coinvolte negli scontri. Non è escluso quindi che altri provvedimenti potrebbero arrivare nelle prossime settimane. I tifosi già raggiunti dal Daspo, affiancati dai loro avvocati fra i quali Fabio Tulimiero, sono pronti a impugnare il provvedimento di fronte al tribunale amministrativo regionale.