di Andrea Fantucchio
«Mi inorgogliscono gli attestati di stima ricevuti dall'ordine degli avvocati e dai colleghi magistrati», E' raggiante il nuovo presidente del tribunale di Avellino, Vincenzo Beatrice, mentre ci fa accomodare nel suo ufficio. Questa mattina il terzo piano del palazzo di giustizia è animato dal via vai di chi è venuto a complimentarsi col presidente. Nominato all’unanimità dal Consiglio Superiore della Magistratura. Coronamento di una prestigiosa carriera che ha visto Beatrice ricoprire già il ruolo di presidente di sezione del Tribunale di Campobasso fino al 2008. E quello di presidente del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi prima che fosse soppresso.
Oltre all'esperienza operativa nel Tribunale di Benevento e presso la Procura circondariale del capoluogo sannita. Ne abbiamo approfittato per una chiacchierata che spazia sull'universo della giustizia in irpina. A partire dalla nuova sede per il tribunale di Avellino. Un'idea che spesso ritorna.
«Un progetto – chiarisce Beatrice – che piacerebbe a tutti. Trasferire la sede altrove, se ne parla da tanto. Ma credo che, a causa della burocrazia, la questione si sia impantanata. Anche perché tutta la procedura è passata in capo al Provveditorato. Già oberato di lavoro per mille altre questioni. E così è tutto fermo. Io su questo progetto ho poca voce in capitolo».
Un'idea strettamente correlata a quella cittadella giudiziaria che torna spesso d'attualità. Un progetto che piace a tutti ma che al momento sembra di difficile attuazione. Intanto il presidente si sta già muovendo sul territorio.
«Ho voluto vedere la situazione – spiega Beatrice – dei presidi che rappresentano la così detta “giustizia di prossimità”. Ritenuti da tanti cittadini realtà imprenscindibili del proprio comune di appartenenza».
Un'odissea, quella dei giudici di pace, che risale al decreto legge n.138/2011e alla relativa legge di conversione n. 148/2011. Dispositivo con il quale si è deciso effettuare numerosi tagli nell'amministrazione giudiziaria. Sono stati chiusi numerosi uffici dei giudici di pace. Quelli recuperati dalle amministrazioni sono a carico degli enti, fatta eccezione per le indennità dei magistrati, a carico dell'amministrazione giudiziaria. Una situazione che si è ripercossa anche sul taglio del personale. Stessa problematica con la quale si confrontano tante realtà della giustizia irpina. In linea con i disagi vissuti altrove con la riforma Fornero.
«Una questione – commenta Beatrice – con la quale dobbiamo per forza di cose avere a che fare».
La Fornero, infatti, fra le altre cose introduce una riduzione obbligatoria dei tempi dei processi, un aumento delle fasi di giudizio e una corsia preferenziale per le cause di licenziamento. E così viene a crearsi un super-lavoro per gli uffici giudiziari costretti, con lo stesso organico, a fronteggiare enormi moli di lavoro.
Beatrice parla dell'ottimo rapporto stretto con il consiglio dell'ordine degli avvocati, con la Procura e con gli altri magistrati.
«Il consiglio dell'ordine degli avvocati - chiarisce - è composto da persone equilibrate e professionisti eccellenti a partire dal presidente, Fabio Benigni. C'è con tutti uno spirito di confronto positivo e costante. Così come un ottimo rapporto umano e professionale mi lega al Procuratore, Rosario Cantelmo».
Il magistrato si congratula anche con il suo staff ed è felice per l'aumento delle conciliziazioni.
«Sono aumentate in modo esponenziale – commenta – per quanto riguarda le cause di divorzio. Grazie anche alla collaborazione degli avvocati. Si arriva alla conciliazione e si evita il processo risparmiando spese anche per le parti coinvolte».
Giudizio positivo anche sulla digitalizzazione dei processi amministrativi. Così da sveltire le cause e ridurre l'impatto sui lavoratori, oltre che i tempi delle procedure stesse.
E' venuta l'ora di andare. C'è chi bussa alla porta per complimentarsi col presidente. Abbiamo il tempo giusto di un ultimo annuncio.
«Dovranno arrivare - dice il presidente - due nuovi giudici per la sezione civile».