L'ordine, a dir poco perentorio, è stato ribadito questa mattina dal gip Flavio Cusani: l'indagato va immediatamente scarcerato. È partito alla volta della casa circondariale di contrada Capodimonte, nella quale era ancora detenuto, nonostante nel tardo pomeriggio di ieri ne fosse stato disposto il ritorno in libertà con il divieto di dimora in Campania per il 33enne di nazionalità marocchina, domiciliato a Cautano, arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia, violenza privata e violazione degli obblighi di assistenza.
La decisione del giudice era arrivata al termine dell'udienza di convalida, quando, esclusa l'accusa di maltrattamenti, aveva prescritto all'uomo, una volta al di fuori dei confini regionali, l'obbligo di comunicare il suo domicilio alla stazione dei carabinieri del posto scelto.
Il provvedimento aveva però incrociato i dubbi della struttura penitenziaria, che, nonostante l'intervento dell'avvocato difensore Giancarlo Caporaso, non aveva rilasciato il 33enne perchè riteneva che dovesse comunicare prima la sede nella quale si sarebbe trasferito. Di qui una comunicazione al dottore Cusani, che, come detto, ha confermato l'immediata scarcerazione del cittadino straniero.
L'uomo era stato bloccato dai carabinieri, intervenuti su richiesta della moglie, mentre – sostenevano gli investigatori - minacciava con un coltello la donna, che si era barricata nell'abitazione con una figlia in tenera età.Nel mirino, poi, era finita anche un'altra circostanza che era stata rilevata in precedenza: il 33enne aveva infatti posizionato tutti i mobili in una stanza, con l'intenzione di incendiarli con l'alcol etilico.
Comparso dinanzi al gip, uomo aveva negato l'uso del coltello, spiegando il suo comportamento con la voglia di vedere nuovamente a casa la consorte.
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