Bufera giudiziaria a Salerno. Si allarga l'inchiesta sul presunto giro di sentenze comprate che ha portato agli arresti domiciliari di Mario Pagano, giudice originario di Roccapiemonte. Anche il presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, è indagato dalla procura di Napoli. La guida di Palazzo Sant’Agostino è destinatario di un avviso di proroga delle indagini insieme ad altre 27 persone: fra queste anche il presidente dell’associazione dei costruttori Ance Aies di Salerno Vincenzo Russo, il viceprefetto Francesco Sperti e l’amministratore del centro diagnostico Cedisa Leonardo Calabrese. Un vero e proprio terremoto che investe gli ambienti della magistratura, dell'impresa e anche della politica. Per Canfora l’ipotesi di reato è concorso in concussione con lo stesso Pagano e il suo uomo di fiducia Renato Coppola.
Nomi che si aggiungono all’elenco di un’inchiesta che si allarga sempre più in quello che i pm napoletani ritengono un giro di corruzione per condizionare le sentenze giudiziarie in cambio di soldi e regali. A Canfora viene contestato il trasferimento dello stesso Coppola, dipendente della provincia, dopo una richiesta del giudice. Pressioni risalenti al 2016 alle quali il presidente avrebbe subito acconsentito. A Calabrese, imprenditore molto noto a Salerno, viene contestata invece la corruzione in atti giudiziaria in concorso con Pagano e rivelazioni di segreto d’ufficio. Per il viceprefetto Speri, ora in servizio al ministero dell’Interno, le accuse sono di abuso e traffico d’influenze.
Nelle scorse settimane le cronache hanno riportato l'iscrizione nel registro degli indagati di altri nomi eccellenti: fra questi il procuratore generale della corte dei conti, Michele Oricchio, e altri togati oltre al sindaco di Roccapiemonte – nonché fratello di Pagano – Carmine. Accuse gravi che dovranno ovviamente essere dimostrate in un eventuale procedimento giudiziario.
GbL