di Andrea Fantucchio
Giudizio immediato – il processo ci sarà il 6 giugno – per E.B., 19enne avellinese indagato per il pestaggio, il sequestro di persona e la rapina ai danni di un 18enne di Altavilla Irpina.
Il processo scaturisce da una vicenda che risale a inizio febbraio. Quando i carabinieri di Avellino hanno soccorso la vittima che si era nascosta su un albero in un noccioleto a San Tommaso. Il ragazzo aveva il volto tumefatto a causa dei colpi ricevuti. Ha raccontato ai carabinieri di essere stato sequestrato, pestato e poi legato a un albero dal suo migliore amico, un 17enne di Altavilla Irpina, e proprio dal 19enne. Attualmente l'indagato, rappresentato dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Giovanni Iacobelli, si trova ai domiciliari.
I due ragazzi – secondo la versione della vittima – gli avrebbero spedito dei messaggi intimidatori. Pretendevano fosse saldato un debito legato all'acquisto di marijuana.
Fino a quando la vittima, rappresentata dagli avvocati Ennio Napolillo e Sergio Imbimbo, è stata attirata dal 17enne a piazza Kennedy. L'amico gli prometteva una soluzione.
Il 18enne ha raccontato di essere andato all'appuntamento dove i due ragazzi lo avrebbero costretto a salire su un'auto che è poi partita in direzione dell'abitazione del 19enne a San Tommaso.
La vittima sarebbe stata obbligata a entrare in garage, dove gli aguzzini lo avrebbero legato e poi colpito con delle mazze di legno. Quindi, con il calare della sera, lo avrebbero costretto a seguirli in un noccioleto.
Lì – secondo la denuncia – il 18enne è stato hanno minacciato prima di essere legato ad un albero e abbandonato. Il giovane era riuscito a liberarsi. Poi aveva utilizzato il cellulare nascosto nel giubbino per chiamare un amico che aveva allertato i carabinieri. Intanto era salito su un albero da dove ha raccontato di aver visto i due ragazzi tornare più volte nel noccioleto con delle torce per cercarlo.
Erano seguite perquisizioni domiciliari a casa dei due indagati. I carabinieri avevano rinvenuto del nastro adesivo compatibile con quello utilizzato per legare il 18enne. Poi era scattato l'arresto per il 19enne di San Tommaso. Il riesame, accogliendo il ricorso della difesa, aveva attenuato la misura disponendo i domiciliari.
Ora la Procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. A giugno l'imputato dovrà rispondere di sequestro di persona, tentata estorsione, rapina pluriaggravata, cessione di sostanze stupefacenti e lesioni aggravate.