di Andrea Fantucchio
Una rissa senza esclusione di colpi in carcere. Un detenuto si è rotto anche due costole. Oltre ai numerosi ematomi riportati in tutto il corpo. Ad avere la peggio due carcerati stranieri: un 36enne serbo e un 24enne romeno. Detenuti nel carcere di Bellizzi Irpino, così come gli altri nove uomini coinvolti nella rissa avvenuta nel giugno del 2016. Si tratta per lo più di napoletani e casertani. C'è stata la citazione immediata per gli undici imputati. Dovranno comparire in aula il prossimo 13 giugno di fronte al giudice Maria Rega.
Stando alla ricostruzione degli investigatori tutto sarebbe nato da alcuni insulti relativi alla nazionalità dei due stranieri. In breve tempo la situazione è degenerata. Sono volati calci, pugni e testate. Le guardie penitenziarie con fatica erano poi riuscite a sedare la rissa. I due detenuti stranieri avevano il volto tumefatto. Diversi segni dei colpi ricevuti in tutto il corpo
Intanto, anche a distanza di quasi due anni, la situazione nelle carcere non è migliorata. E' stato lo stesso sindacato delle guardie penitenziarie a lanciare l'allarme più volte. Diversi gli episodi che si sono registrati nelle ultime settimane. Ad Ariano Irpino una guardia carceraria è stata aggredita da due detenuti. Pugni e calci ai quali è seguito il ricovero d'urgenza in ospedale. Sempre nel penitenziario del Tricolle era stata poi fatta entrare una dose di droga in cella.
Non è andata meglio a Bellizzi Irpino dove abbiamo registrato più episodi di telefonini fatti entrare in cella. E destinati, in più casi, a detenuti rinchiusi in regime di massima sicurezza. I sindacati hanno più volte denunciato una carenza di personale che finisce giocoforza per incidere su ciò che accade nei penitenziari. Con rischi continui non solo per le guardie ma anche per gli stessi detenuti. Oltre agli episodi di violenza sono infatti in crescita anche quelli di autolesionismo e, in casi estremi, di suicidio.