Al suo primo anno come delegato alla sicurezza del Benevento Calcio, Francesco Furno fa un bilancio su questa stagione che in attesa della sfida con la Juve ha già archiviato eventi di spessore come le gare con Roma, Inter, Milan e Napoli.
“Bilancio positivo – dichiara Furno - Non abbiamo avuto grossi problemi e nemmeno tantissime multe. Come primo anno in questa massima serie non possiamo lamentarci. E' anche vero che al nostro interno abbiamo steward competenti che tra l'altro vengono richiesti quotidianamente da altre società come Napoli, Frosinone e Roma”.
Come funziona la macchina organizzativa per ogni partita?
“Si lavora già dal lunedì successivo alla gara che ci vede impegnati al Vigorito. Ebbene sì, ci vogliono ben due settimane per far sì che tutti funzioni al meglio. D'altronde ci sono ben tre incontri con la Questura, due col Gos e poi c'è il tavolo tecnico, il tutto per decisioni importanti come la vendita dei biglietti, l'impegno delle forze dell'ordine e dei servizi sanitari. Pensate che in ogni partita come ad esempio quella col Cagliari muoviamo ben 170 steward e in quelle di cartello anche 230. Un bel numero se lo rapportiamo alla capienza dello stadio”.
Un impegno che si riflette in un lavoro certosino che ha dato grandi soddisfazioni oltre ad una immagine positiva della città e della società. Qualche problemino c'è stato solo Crotone a causa dell'ingresso nel settore ospiti di alcuni petardi. Ci spiega come possono verificarsi queste situazioni?
“Non è semplice. I tifosi del Crotone sono stati perquisiti sia dalla polizia che dai nostri steward attraverso il Pat down che è un controllo sommario, d'altronde noi non possiamo per competenze andare oltre. Il problema è che i petardi non hanno una grande dimensione e possono essere nascosti facilmente in qualsiasi posto anche lì dove non è possibile effettuare perquisizioni. L'impegno non è mancato, né tanto meno è stato sottovalutato il fenomeno ma ribadisco non era semplice da parte nostra individuare la presenza di questi petardi”.
Una precisazione è d'obbligo.
“Il mondo steward nasce per fare accoglienza, ma per le tante problematiche che ci sono dietro ad un evento calcistico, ci si ritrova a fare sicurezza e credo che i nostri ragazzi lo stiano facendo in maniera impeccabile. Ma purtroppo siamo ancora costretti a parlare di petardi perché per quanto la nostra cultura calcistica stia cambiando e stia andando verso la giusta direzione, ci manca ancora qualcosa”.
Da qui le leggi che cambiano e nuovi poteri alle società.
“Per l'anno prossimo è previsto il codice etico per i club. Un regolamento interno allo stadio dove saranno inserite sanzioni per i tifosi che non rispettano le leggi. Dalla sospensione di una a più partite. Modello Inghilterra. Insomma le società avranno un maggiore peso e altrettante responsabilità”.
La partita più difficile da preparare in termini di organizzazione ovviamente?
“Quella col Napoli sie per l'afflusso che per la presenza di più tifosi della squadra azzurra in quasi tutti i settori. Sono state due settimane intense sia per la fase pre che per lo svolgimento dell'evento. Fortunatamente è andata benissimo, grazie al comportamento di tutti i tifosi e grazie come sempre ad un ottimo lavoro di collaborazione. Prossimamente ci sarà la sfida con la Juve, altro grande impegno ma oramai siamo preparati”.
I complimenti vanno quindi a tutta la squadra steward.
“Eh sì, mi sento orgoglioso di guidare questi ragazzi. C'è un grande feeling tra tutti noi, e rapporti per alcuni che vanno anche oltre il lavoro. Devo dire grazie alla mia forte spalla. Mi riferisco a Marciano D'Avino che ha esperienza da vendere e che svolge qui il ruolo di vice delegato. Un ringraziamento doveroso va anche alla società del Benevento Calcio che ci permette di lavorare al meglio offrendoci il giusto supporto. E' un piacere e un onore lavorare per questo club, un modello ovunque”.