Se con la precedente gestione tecnica aveva visto il campo praticamente con il contagocce anche a causa di una condizione fisica non propriamente ottimale, con Stefano Colantuono sta diventando un titolare quasi inamovibile. Del resto sia contro l'Ascoli, sia con l'Avellino aveva dimostrato di essere perfetto per il 4-3-3 granata grazie alla capacità di sacrificarsi in fase di non possesso, di macinare chilometri per tutto il campo e si aumentare la qualità e l'imprevedibilità della manovra saltando l'uomo con disinvoltura nell'uno contro uno. Uscito stremato dopo 85 minuti di lotta e sacrificio, Nunzio Di Roberto merita la palma di migliore in campo, un 7 in pagella che conferma il suo graduale processo di crescita e che scaturisce non solo da un sontuoso primo tempo (con cross, azioni personali e tanti dribbling eleganti che hanno costretto gli avversari ad "abbatterlo" con falli anche da ammonizione), ma anche da quello spirito di gruppo mostrato nella ripresa, quando i compagni hanno leggermente abbassato il baricentro e lui era tra i pochi a far ripartire l'azione tenendo sulla corda la retroguardia gialloblu. Quando al 20' ha superato alla "Alberto Tomba"sia Maiaello, sia Beghetto anche la curva granata gli ha tributato il primo e forse unico grande applauso di quest'esperienza salernitana, una soddisfazione non di poco conto dal momento che a gennaio era accostato ad altre squadre un giorno sì e l'altro pure, mentre dirigenza e società gli rinnovavano totale fiducia invitandolo a pensare solo ed esclusivamente al rettangolo di gioco. Vincolato alla Salernitana da un altro anno di contratto ed elemento di grandissima esperienza per la categoria, pur non segnando tantissimo l'ex Cittadella si sta confermando un giocatore adatto per la B, in grado di garantire quel salto di qualità che era mancato nelle settimane precedenti. Del resto, anche in passato, aveva sempre detto che "per far bene bisognava giocare con continuità, ma accetto le decisioni del mister e spero di poter dare il mio contributo in futuro". La sua serietà e la capacità di anteporre l'interesse del gruppo a quello personale non sono certo passate inosservate, quasi scontato immaginare che sabato prossimo sarà ancora in campo dal primo minuto. E chissà che proprio all'Arechi non possa arrivare il suo primo gol, magari dedicato a quegli scettici che lo indicavano come acquisto sbagliato, ma che ora dovranno necessariamente ricredersi.
Gaetano Ferraiuolo