Benevento

Il giorno 19 marzo, in onore a San Giuseppe e alla visita di Papa Francesco a Pietrelcina, si ricorda il sacerdote Giuseppe Orlando (in alto, nella foto, dietro a Padre Pio), uno dei fondatori dell'ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”. Don Giuseppe Orlando, amico di Padre Pio sin dalla giovinezza, nacque a Pietrelcina il 26 ottobre 1877, fu adottato dalla marchese Maria Emmanuele Caracciolo.

Don Giuseppe Orlando fu uno degli amici più stretti di Padre Pio. Collaborò attivamente alla realizzazione di opere benefiche di San Pio. Tant'è che Padre Pio il giorno 16 ottobre 1921 rivolgendosi a don Giuseppe Orlando disse: “trasferisciti qua e quando vieni ti farò fare un altro sacrificio per il bene di tutta l'umanità sofferente” “Ti ho tenuto e ti tengo sempre stampato nel cuore”. Don Giuseppe Orlando, infatti, fu uno dei fondatori dell'attuale Ospedale “Casa Sollievo Della Sofferenza”

Don Giuseppe Orlando, stando sempre vicino al Padre, veniva da lui continuamente sollecitato a dare inizio ai lavori. : “Padre Pio se la prendeva sempre con me - scrisse -. Ogni sera col gomito mi batteva forte nei fianchi tanto che evitavo di serdergli vicino”: “Hai capito che devi iniziare i lavori”. “Ma Piuccio, perchè devi far ridere sulle mie e tue spalle? Iniziare i lavori per una grande clinica senza un progetto, senza un disegno, senza un ingegnere?” “Tu devi iniziare i lavori.” “Una sera unicamente per farlo contento, gli dissi: “ Piuccio domani farò una strada in quelle rocce donate da Maria Basilio, bada bene, però, che solo una strada io so fare!”. Si, appunto una strada: comprai due gomitoli di spago e con 20 operai iniziai la strada larga 4 metri, allinenado, con lo spago teso, due muretti a secco con pietre che ricavavo dal roccioso suolo. Padre Pio spiava ogni giorno dal finestrone del convento e la sera mi spolverava dalla sottana la polvere che mi era caduta addosso durante i lavori del giorno. Come era contento!”

Padre Pio per compiere la realizzazione di Casa Sollievo Della Sofferenza ed ottenere le dovute autorizzazioni, inviò Don Giuseppe Orlando con il monito di non rientrare, se non a cose fatte. Don Giuseppe Orlando indossò la talare pulita e si recò a Roma dove rimase per cira 6 mesi. Quando rientrò a San Giovanni Rotondo fu accolto come un reduce vittorioso e ricevette in premio da Padre Pio un abbraccio e un bacio. Don Orlando rivolgendosi al Santo: “Ma dimmi Piuccio tutti questi incontri occasionali che io ho avuto durante questo lavoro, non sono state vere e proprie combinazioni?... Si, Peppino, ma vi è qualcuno lassù, che te le ha combinate......!”.