Salerno

"Per scelta istituzionale ho deciso di non rilasciare dichiarazioni. Nella magistratura ho fiducia cieca anche quando non si condivide ciò che fa. Voi a Vercelli mi avete conosciuto, quindi non devo spiegare nulla": sono le parole che il prefetto Salvatore Malfi ha consegnato all'Ansa per commentare la vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto. Il rappresentante dell'ufficio territoriale di governo, com'è noto, è stato sospeso per tre mesi in seguito ad un provvedimento scaturito dalle indagini della procura di Vercelli. Malfi è indagato per espressioni sessiste ed offensive, fino ad arrivare a minacce di morte in quello che - è la ricostruzione di procura, squadra mobile e guardia di finanza - viene definito un clima di autentico terrore negli uffici della prefettura di Vercelli, dove Malfi ha operato nel periodo 2011-2016 prima di arrivare a Salerno. 

Nessun commento fuori posto, com'era prevedibile aspettarsi da un uomo delle istituzioni che il Prefetto ha sempre ricordato - e dimostrato - di essere. Ma, come riportato più volte da Ottopagine e dal canale Otto Channel 696, la posizione di Malfi è al vaglio dei pm per l'ipotesi di abuso d'ufficio. Nello stringato comunicato della procura di Vercelli si fa sì riferimento alle espressioni sessiste e alle tensioni con alcuni dipendenti, ma nell'ambito di un quadro investigativo più ampio che ipotizza turbativa d'asta e rivelazioni di segreti d'ufficio nelle gare per la gestione dell'accoglienza dei migranti richiedenti asilo. Una serie di verifiche avviate dagli investigatori sulle quali la procura piemontese intende fare chiarezza. 

Intanto, emerge qualche dettaglio dalle indagini che riguardano il prefetto: a suo carico non ci sarebbe alcuna denuncia da parte dei dipendenti in servizio alla prefettura di Vercelli. L'iniziativa della procura sarebbe infatti partita da una serie di intercettazioni che avrebbe portato gli investigatori a chiedere - e ottenere - la sospensione per tre mesi. Espressioni, come si legge nell'ordinanza "ingiuriose, anche a sfondo sessista, umilianti e denigratorie, utilizzando toni ed atteggiamenti discriminatori e minacce di morte". A Salerno la notizia della sospensione dall'incarico di Salvatore Malfi è stata accolta con molta sorpresa. In tanti, infatti, si sono detti sicuri dell'estraneità del prefetto dalle accuse che gli vengono contestate. In sua difesa le sigle sindacali, le associazioni impegnate nell'accoglienza dei migranti e anche alcuni sindaci, come Eboli e Battipaglia. 

Giovanbattista Lanzilli