Quanto stiamo per affermare potrebbe risultare utopistico agli occhi dei tifosi e degli addetti ai lavori, ancor più se si pensa che la Salernitana è riuscita a mantenere la porta inviolata soltanto 7 volte e che in 5 occasioni sono stati subiti tre gol nella medesima partita. Eppure nessuno di noi si meraviglia del fatto che, tra andata e ritorno, il temibilissimo tridente offensivo del Frosinone non ha praticamente toccato palla, stesso discorso per Nestorovsky del Palermo, per Caputo dell'Empoli e per altri attaccanti che hanno alzato bandiera bianca contro il muro eretto dai granata. Lo ribadiamo, anche a costo di subire le inevitabili critiche di chi si diverte ogni giorno sui social: la difesa è il reparto potenzialmente più forte della Salernitana. In questa categoria pochi o nessuno possono contare su un terzino come Raffaele Pucino e su una batteria di centrali composta da Monaco, Tuia, Schiavi, Mantovani, Casasola e dallo stesso Bernardini, elementi che possono rappresentare un punto di partenza anche per la prossima stagione e che stanno crescendo esponenzialmente con il passare delle settimane. A conferma di quanto affermiamo il fatto che Vitale- con trascorsi anche in coppa Uefa- da quattro partite si accomoda in panchina: quante squadre potrebbero permettersi questo lusso? Alle sue spalle, tra l'altro, sta crescendo e anche bene quel Popescu strappato ad un'agguerrita concorrenza e che può adattarsi in diversi ruoli. Con il quartetto attualmente scelto da Colantuono anche Radunovic sta dimostrando di essere all'altezza, e allora la domanda sorge spontanea: perchè con gente così forte si becca puntualmente gol?
Il problema, evidentemente, era il centrocampo, spesso lento e poco adatto a supportare la fase difensiva. Non a caso, dopo le iniziali difficoltà, Colantuono ha trovato la quadratura del cerchio puntando su un terzetto con caratteristiche diverse e che ben si completano: Ricci abbina qualità e cattiveria agonistica, Minala è una diga soprattutto se schierato davanti alla difesa e non mezz'ala, Kiyine è il giocatore che ha spezzato l'equilibrio garantendo quella corsa e quel dinamismo che non hanno gli altri compagni, senza dimenticare lo sfiancante lavoro degli attaccanti che stanno migliorando sul piano tattico. Le prossime tre gare, contro attaccanti di spessore, si spera possano confermare i progressi registrati nell'ultimo mese...
Gaetano Ferraiuolo