Era imputato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: un addebito per il quale il pm ne aveva chiesto la condanna a 2 anni e 7 mesi. Di diverso avviso è stato però il giudice Francesca Telaro, che, così come proposto dall'avvocato Marianna Febbraio, ha assolto questo pomeriggio, per non aver commesso il fatto, Matteo Ventura, 23 anni, di Ceppaloni.
E' l'epilogo di primo grado di una indagine che risale al marzo 2017, quando il giovane era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Montesarchio. Che, come si ricorderà, al termine di una perquisizione avevano sequestrato ventidue panetti di hashish (2 chili e 200 grammi), cinque stecche della stessa sostanza (65 grammi); tre bustine contenenti, rispettivamente, 7 grammi di cocaina, mezzo di marijuana e 11 semi di canapa indiana; un bilancino di precisione ed un grinder.
In particolare, alcuni panetti erano stati scovati in un'anfora di terracotta sistemata in giardino, la gran parte in un sacco per l'immondizia spuntato da una siepe che delimita la recinzione esterna dell'abitazione. L'allora 22enne era stato rinchiuso nel carcere di contrada Capodimonte, che aveva lasciato dopo l'udienza di convalida, quando il gip Maria Ilaria Romano gli aveva concesso i domiciliari.
E' la misura alla quale era stato sottoposto fino allo scorso febbraio, quando era stato nuovamente arrestato. Stavolta dagli agenti della Squadra mobile, che, dopo aver bloccato un acquirente trovato in possesso di una dose di hashish, avevano rinvenuto, in casa del 23enne, qualche altro grammo della stessa sostanza, recuperando anche un involucro con 270 grammi di marijuana di cui aveva cercato di liberarsi gettandolo da una finestra. Una vicenda per la quale Ventura, di cui era stato disposto il ritorno in libertà dopo l'assoluzione, resta detenuto.
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