Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Svolta nell'inchiesta sul bilancio del comune di Avellino riferito al 2013. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Avellino, Paolo Foti, alcuni ex amministratori e il collegio di revisori dei conti, accusati di un presunto falso in bilancio che sarebbe stato commesso nel 2013. L'udienza preliminare è prevista per il 2 maggio.

Per chi è stato chiesto il rinvio a giudizio

Sotto la lente dei magistrati Rosario Cantelmo e Luigi Iglio è finita un'ampia mole di documenti acquisiti dalla finanza di Avellino all'interno degli archivi del Comune. Oltre a Foti dovranno comparire di fronte al giudice per le udienze preliminari gli ex amministratori di Palazzo di città: si tratta di Caterina Barra, Nunzio Cignarella, Giuseppe Ruberto, Angelina Spagnuolo, Roberto Vanacore, Lucia Vietried Anna Rita Marchitiello. Ai quali si aggiungono il dirigente Gianluigi Marotta e gli allora membri del collegio dei revisori dei conti Ottavio Barretta, Antonio Savino e Antonio Pellegrino.

L'indagine

Nei confronti degli imputati è ipotizzato un reato di falso in atto pubblico. In parte riconducibile alle pregiudiziali presentate dal consigliere d'opposizione Dino Preziosi. Il quale evidenziava, fra le numerose presunte inadempienze, anche un mancato riconoscimento di alcuni milioni di euro di pignoramento per sottrarre il Comune dal regime di ente strutturalmente deficitario.

Che succede ora 

Addebti, è chiaro, tutti rigettati dai diretti interessati. I quali smentiscono tutte le accuse e sono convinti di poter dimostrare la propria innocenza già in sede di udienza preliminare. Quando, affiancati dai propri difensori, fra i quali gli avvocati Nello Pizza e Innocenzo Massaro, avranno l'occasione di dimostrare l'infondatezza del castello accusatorio ipotizzato a loro carico. Poi toccherà al gup decidere se spedirli a processo o se disporre il "non luogo a procedere".