Una storia bruttissima: avrebbero fatto sesso dinanzi ad una minore. E' l'accusa dalla quale dovranno difendersi, nel processo che partirà il prossimo 14 giugno dinanzi al secondo collegio del Tribunale, due quarantenni che abitano in un centro della provincia non molto distante da Benevento (le loro generalità non vengono indicate per tutelare l'identità delle parti offese ndr).
E' la decisione adottata dal gup Flavio Cusani, che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Miriam Lapalorcia nei confronti dei due imputati, difesi dall'avvocato Elena Cosina. Approderà in aula, dunque, per il vaglio del dibattimento, una vicenda inevitabilmente delicata,finita al centro delle indagini della Squadra mobile.
Nel mirino le condotte che la coppia avrebbe mantenuto sotto gli occhi di una undicenne: lei ed un fratellino di sei anni sono i figli della donna, che li ha avuti in affidamento dopo la rottura del matrimonio. I fatti contestati vanno fino al dicembre del 2016, la ricostruzione che ne hanno fatto gli inquirenti restituisce un quadro inquietante. Perchè la mamma e l'attuale compagno avrebbero lasciato semi aperta la porta della loro camera da letto e la luce di una lampada accesa, e in questo modo si sarebbero fatti vedere nudi mentre avevano rapporti sessuali.
Questa la scena alla quale in più occasioni avrebbe assistito la bambina, che l'aveva poi raccontata, con comprensibile difficoltà al papà. Era stato quest'ultimo ad innescare con la sua denuncia l'attività investigativa, con un'inchiesta che, costellata anche dalle deposizioni dei due fratelli, era sfociata, nel marzo del 2017, in un incidente probatorio, sollecitato dal Pm, fissato dinanzi al gip Roberto Melone. Un appuntamento in forma protetta, alla presenza delle parti: gli allora due indagati e i minori (e il loro papà), parti civili con l'avvocato Antonio Leone.
Esp