di Marco Festa
Porte aperte, campo vuoto. Le abbondanti piogge, che si abbattono ormai da diversi giorni sull'Irpinia, hanno determinato un cambio di programma in casa Avellino. Novellino - che ha fatto capolino per qualche istante davanti all'ingresso della palestra dello stadio - ha infatti scelto di far sostenere all'interno l'allenamento pomeridiano in vista della trasferta di domenica a Vercelli. Alla base della decisione, il voler scongiurare il rischio di infortuni sull'erba sintetica, inzuppata d'acqua, del “Partenio-Lombardi”. E così, con D'Angelo che ha proseguito il percorso di terapie e piscina per smaltire la contusione a un polpaccio; senza l'infortunato Bidaoui e Marchizza, con l'Under 20, si sono visti fisicamente solo Moretti, che ha continuato il suo percorso di graduale recupero con il preparatore Scaia (differenziato pure per Radu, ndr), oltre a Di Tacchio e Rizzato, impegnati invece in qualche cambio di direzione. Anche domani si suda in una location inconsueta: per dribblare a monte il pericolo di neve, ma soprattutto per abituarsi alle condizioni di gioco che i lupi incontreranno al “Piola”, sintetizzate in conferenza stampa, da Lorenzo Laverone ("È un campo particolare, brutto, con un sintetico stretto") trasferimento in località Picarelli per un test in famiglia. Contro la Pro prende indirettamente quota l'opzione 3-5-2: assetto tattico speculare a quello dei dirimpettai; disegnato coi “cinesini” bianchi come la maglia dei piemontesi, lasciati dal mattino sul rettangolo di gioco amico, e composto, forse, non solo per studiare la disposizione degli avversari. In tal caso ci sarebbero dei ballottaggi da risolvere: Gavazzi, Laverone o Molina sulla fascia destra di centrocampo; Molina, Gavazzi o De Risio come mezzala destra; Falasco, Molina o Rizzato sulla fascia sinistra del settore nevralgico. In difesa il trio più probabile, davanti a Lezzerini, sarebbe invece quello composto da Migliorini, Morero e Ngawa, con Kresic in panchina. In attacco spazio a Castaldo e Ardemagni.