Salerno

Sono appena 4 i precedenti a Salerno tra Salernitana e Novara, con un bilancio perfettamente in parità: una vittoria granata, una sconfitta e due pareggi, con due gol segnati e altrettanti subiti. Anzitutto una curiosità: negli ultimi due campionati, la sfida casalinga contro i piemontesi ha fatto sempre registrare il minimo stagionale di presenze: 8500 nel 2015-16 (in concomitanza con la giornata granata, "Sapevamo di poter contare su un nutrito gruppo di sostenitori che rappresentano il nostro zoccolo duro e la nostra forza a prescindere dall'avversario" dichiarò in sala stampa il direttore sportivo Angelo Fabiani"), qualcuna in meno l'anno scorso, quando il clima glaciale, un mercato ritenuto non soddisfacente e una classifica anonima spinsero migliaia e migliaia di persone a restare a casa e a seguire la partita per televisione. "Stavolta speriamo che lo stadio sia pieno, è un fattore che fa la differenza e non vediamo l'ora di festeggiare ancora sotto la nostra curva" ha dichiarato ai microfoni di Granatissimi l'attaccante Alessandro Rossi, convinto che tornare al successo dopo lo 0-0 di Frosinone potrebbe addirittura cambiare gli obiettivi stagionali e proiettare il cavalluccio marino verso la zona sinistra della classifica. Tornando alla storia, il primo confronto in assoluto risale alla lontanissima stagione 1966-67, in serie B: pareggio ad occhiali in un Vestuti come sempre pieno e trascinante e che alla fine tributò egualmente un applauso di incoraggiamento ad una squadra poco lucida sotto porta, costretta ad imbattersi dei miracoli del portiere avverasrio e insolitamente imprecisa nel reparto offensivo. Sarà la prima di una lunga serie di annate quasi anonime per i colori granata: e pensare che oggi ci si lamenta del terzo anno di B dopo essere ripartiti da Budoni e Selargius. Ma questo è un altro discorso.

Il Novara tornò all'Arechi nel 2005, quando faceva il suo esordio in gare ufficiali la Salernitana Calcio 1919 di Antonio Lombardi e dei soci dell'ANCE, ricostituita attraverso il Lodo Petrucci dopo la mancata iscrizione al torneo di B della Salernitana Sport di Aliberti e considerata la logica continuità sportiva del club precedente pur avendo sul petto uno stemma completamente diverso: dall'ippocampo alla palla di pezza, un colpo al cuore per tutti gli amanti della prima realtà calcistica cittadina. Sugli spalti, però, la risposta fu importante: oltre 7mila spettatori, una curva Sud gremita e capace di ripartire con orgoglio e a testa altissima pur sapendo che molti gruppi ultras avevano deciso di disertare l'appuntamento non identificandosi nella neofita società. Nel primo tempo la Salernitana di Costantini spadroneggiò imponendo il proprio gioco e divertendo il pubblico presente, con la rete di Di Vicino su calcio di punizione che fece impazzire l'Arechi riportando un pizzico di serenità. Quando una squadra senza ritiro, però, scende in campo con undici calciatori che si allenano insieme da 10 giorni e con 34 gradi all'ombra, il calo nella ripresa è da mettere in preventivo e il Novara di Cabrini, agevolato da qualche decisione arbitrale, la ribaltò nel finale: prima il gol dell'ex Rubino, poi la prodezza della bestia nera Martinetti a tempo praticamente scaduto. Pronto riscatto nell'era Lotito: nella sua prima nel principe degli stadi, Odjer sfoderò una prestazione maiuscola e regalò a Donnarumma l'assist per la rete della vittoria, nel mezzo la performance da 8 dell'esordiente Bernardini e il riscatto di un Terracciano in versione "paratutto". L'anno scorso, invece, scialbo 0-0: primo tempo di marca "grigia" (la Salernitana non scese in campo con la solita divisa granata, tra il disappunto generale), con almeno tre nitide occasioni non sfruttate da Coda e Improta, ripresa alla camomilla e senza sussulti. Come andrà a finire domenica prossima?

Gaetano Ferraiuolo