Salerno

Come ampiamente prevedibile, dopo l'entusiasmo per il derby con l'Avellino che aveva contagiato anche chi vive con maggiore distacco emotivo le sorti della Salernitana, ecco che si torna alla triste normalità e ad un ritmo di prevendita paragonabile a quello degli anni della serie C. Sarà pur vero che siamo ancora a giovedì mattina e che ci sarà un giorno in più a disposizione per acquistare il tagliando di ingresso, ma dopo gli ultimi risultati positivi e l'invasione di Frosinone ci si aspettava ben altra risposta da parte di un pubblico che, nella stragrande maggioranza, continua ad entusiasmarsi soltanto in concomitanza con grandi eventi sportivi. Fortunatamente, però, c'è quello zoccolo duro che non molla mai e che anche contro il Novara, in una sfida molto più importante e complessa di quanto sembra, si prepara ad indossare la maglia numero 12 per fare la differenza, come richiesto a gran voce dalla società, dallo staff tecnico e dagli stessi giocatori.  Alessandro Rossi, intervistato in esclusiva durante la trasmissione Granatissimi in onda su OttoChannel (canale 696 del digitale terrestre) martedì sera, ha lanciato il suo personale appello: "L'Arechi pieno fa la differenza, è uno stadio che può spostare gli equilibri e che ti trascina tantissimo. E' stata davvero una fortuna ricevere la proposta della Salernitana in estate, quando festeggi sotto quella curva ti rendi conto di quanto sei privilegiato a rappresentare una delle squadre più seguite d'Italia". Al momento, però, la prevendita non decolla: lunghe code stamattina presso i consueti punti di ritrovo, ma la maggior parte delle persone erano in fila per assicurarsi un posto all'Olimpico per la sfida tra Roma e Barcellona. Su sponda granata, invece, dati largamente inferiori a quelli di 10 giorni fa: alle 14 risultano staccati un migliaio di ticket, 15 dei quali per il settore riservato agli ospiti. In attesa del consueto boom del fine settimana e dell'apertura dei botteghini, facile prevedere una quota si spettatori vicina alle novemila unità. Seimila in meno di quelli che cantavano "Siamo sempre con voi" rivendicando una passione evidentemente tutt'altro che autentica, contrariamente a quanto dimostrato da ultras, club organizzati, provincia e tifosi che partono da ogni regione d'Italia a sostegno di una fede. A prescindere da classifica e avversario.

Gaetano Ferraiuolo