di Andrea Fantucchio
Omissione in atti d'ufficio: era finito a processo A.M., funzionario della Provincia di Avellino. Ora il collegio giudicante di Avellino, presieduto dal magistrato Roberto Melone, a latere i giudici Francesca Spella e Viviana Centola, lo ha assolto “per non aver commesso il fatto”.
La vicenda giudiziaria
La vicenda giudiziaria scaturisce dalla denuncia di un'azienda di energie rinnovabili che si è poi costituita parte civile. I fatti contestati risalgono al 2011. Per l'accusa il funzionario non avrebbe volontariamente rilasciato, nei tempi previsti, l'autorizzazione per la realizzazione e gestione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili depositate dall’azienda. Nonostante i termini di legge fossero scaduti. C'erano stati anche alcuni solleciti orali e scritti della società. L'imputato non aveva esposto il motivo del suo ritardo e così era seguito un ricorso al Tar. Un appello poi vinto da parte dell'azienda. Il tribunale amministrativo regionale aveva infatti imposto alla Provincia di avviare le attività del relativo procedimento.
La posizione della difesa
Ne è scaturito un processo. La società pretendeva un cospicuo risarcimento. La difesa del funzionario, rappresentata dagli avvocati Gerardo Di Martino e Marzia Mattei, in fase di dibattimento ha dimostrato l'insussistenza delle accuse. Fra le altre cose è stato provato come l'imputato, per il ruolo di ricoperto, non aveva responsabilità specifiche rispetto alle condotte addebitate a suo carico. Inoltre grazie all'escussione di alcuni testi la difesa ha provato l'infondatezza degli elementi di accusa a carico del funzionario. Elementi che hanno spinto i magistrati ad assolvere l'imputato per non aver commesso il fatto. Entro sessanta giorni saranno ora depositate le motivazioni della sentenza.