Benevento

Il sostituto procuratore Miriam Lapalorcia aveva proposto l'assoluzione dalle imputazioni di estorsione (tentata e consumata) e la condanna a 2 anni per maltrattamenti, mentre la difesa, sostenuta dall'avvocato Emanuela Cucino in sostituzione del collega Ubaldo De Vincentis, aveva sollecitato l'assoluzione da ogni addebito.

Il Tribunale ha accolto in pieno le conclusioni della rappresentante della pubblica accusa e ha stabilito in 2 anni la pena, per maltrattamenti, per Stanislao Fusco, 37 anni, di Limatola, che è stato invece assolto in relazione al versante delle estorsioni.

Il collegio giudicante ha anche revocato la misura cautelare a carico dell'uomo, ai domiciliari in una comunità di recupero nella quale sta seguendo un percorso di riabilitazione dalla sua condizione di tossicodipendenza. Un dato che ha influito non poco sulla decisione dei giudici, al pari della consapevolezza acquisita da Fusco rispetto all'aiuto offerto dai suoi genitori. Erano stati loro, che le avevano poi ripercorse non senza difficoltà in aula, i bersagli delle condotte contestate all'imputato, che nel gennaio del 2017 era stato arrestato dai carabinieri.

Intervenuti presso l'abitazione dei malcapitati, i militari li avevano rinvenuti in camera da letto, dove si erano barricati per paura del figlio, delle sue continue richieste di denaro per acquistare la droga, della sua reazione minacciosa ed aggressiva, in qualche occasione sfociata nella violenza, di fronte al no del papà e della mamma. Una ricostruzione sfociata nella prospettazione di una vicenda estorsiva che lo stesso Pm ha però escluso, ricordando che i soldi pretesi da Fusco erano suoi – era la madre a custodirli -in quanto titolare, prima di un reddito come dipendente di una società, poi di una pensione di invalidità.

Diverso invece il capitolo dei maltrattamenti, che il difensore ha provato a smontare rimarcando l'assenza dell'abitualità dei comportamenti di Fusco, indicato come il responsabile solo di qualche episodio isolato. Un'argomentazione che il Tribunale, come detto, non ha però condiviso.

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