Una bufera giudiziaria si abbatte sull’Azienda sanitaria locale di Salerno. La Procura cittadina ha infatti notificato 34 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati. Nell'elenco figurano amministratori, commissari straordinari e dirigenti che si sono succeduti all’Asl di Salerno dal 2014 al 2016. Con loro anche i titolarti di alcuni centri sanitari privati accreditati.
Attenzione puntata, da parte dei Pm, su presunte irregolarità nella determinazione dei tetti di spesa relativi alle prestazioni sanitarie erogate dai centri privati accreditati.
Sotto la lente d’ingrandimento, in particolare, sono finiti una delibera pubblicata nel settembre dello scorso anno e il mancato adeguamento ai criteri dettati dal DCA 85 dell' 8.8.2016.
La direzione strategica dell’Asl, in una nota inviata alla stampa, ha espresso comunque fiducia nell’operato degli inquirenti e si è detta sicura di poter chiarire la legittimità del proprio operato al più presto.
Per replicare alle contestazion, il direttore generale Antonio Giordano ha ricordato come l’insediamento del management sia avvenuto tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2016, e che il commissario regionale alla sanità annunciò la stretta sui tetti di spesa proprio in quelle ore.
“Ci siamo trovati nella duplice esigenza di adeguarci alle disposizioni commissariali e di provvedere alla definizione di tutta l’attività svolta dai centri privati accreditati in pochissimo tempo”, è questa la linea difensiva portata avanti dell’Ente di via Nizza.
E mentre proseguono le indagini, la direzione aziendale dell'Asl ha anche fatto sapere di aver attivato immediatamente tutte le procedure previste dalla vigente normativa nazionale in materia di anticorruzione nei confronti di tutti i funzionariche sono sott'inchiesta.
Giovanbattista Lanzilli