Un'altra, ennesima brutta notizia scuote il mondo del tifo granata. All'età di 23 anni è scomparso il giovane Marco, ultras della Fidelis Andria e spesso presente all'Arechi per onorare lo storico gemellaggio tra le due tifoserie. Appena terminato il turno di lavoro, si era messo in moto per raggiungere gli amici di sempre e partire alla volta di Lecce per seguire, come sempre, la squadra del cuore dal vivo, ma un tragico incidente stradale lo ha strappato barbaramente alla vita tra l'incredulità generale e lo struggente dolore di familiari, amici e tifosi. Il popolo andriese, in segno di lutto e di rispetto, ha deciso nella circostanza di restare a casa pur in possesso del biglietto: non c'era davvero la voglia di cantare e tifare come nulla fosse successo, dal momento che chi doveva essere con loro sul pullman era appena deceduto. Anche la curva del Lecce, storicamente rivale, ha messo da parte ogni sorta di antipatia sportiva per onorare la memoria di Marco: gli ultras hanno rimosso gli striscioni e scelto la strada del silenzio per i primi minuti della gara, disputata in un clima surreale e con grande dolore da parte dei calciatori pugliesi. A tal proposito sul web si è scatenato il dibattito e in molti hanno accusato la Lega di non aver predisposto il rinvio del derby a data da destinarsi in segno di lutto e di rispetto. "Se muore un giocatore si ferma tutto, se muore un tifoso che stava per andare a seguire la squadra in trasferta si prosegue come nulla fosse. Non esistono morti di serie B" scrivono in tantissimi sui social, messaggio condiviso anche da molti tifosi della Salernitana che hanno immediatamente preso contatti con la curva biancazzurra per porgere le più sentite condoglianze e manifestare la più sincera e commossa vicinanza. La curva del cielo, purtroppo sempre più gremita, si arricchisce di un altro ragazzo che resterà sempre nel cuore di tutti e che continuerà a tifare Andria da lassù insieme agli "amici granata" che, ci piace immaginare, lo avranno accolto a braccia aperte ricordando tutte le partite viste assieme all'Arechi.
Gaetano Ferraiuolo