Quando Lotito bacchetta la piazza di Salerno sostenendo che molti pretendono tanto senza dare nulla in cambio, in tanti quasi si scandalizzano e puntano il dito nei confronti di una società che, pur commettendo qualche errore nel suo percorso come fisiologico che sia, nei fatti ha dato tantissimo alla Salernitana vincendo campionati, riportando il calcio a certi livelli dopo il secondo fallimento e garantendo una solidità economica merce rara in un secolo di storia. A questo punto anche noi facciamo un passo indietro e ci ripromettiamo di esaltare di meno l'Arechi gremito non appena se ne presenterà l'occasione: la vera forza della Salernitana, ora più che mai, è rappresentata da 7-8mila persone. Non di più Perdere quasi 9mila spettatori in una settimana quando in tantissimi promettevano eterno amore per la maglia e sfoggiavano gadget granata con orgoglio significa che, ormai, la maggior parte delle persone si entusiasma per l'obiettivo, per il calciomercato, per il grande evento e non per la casacca granata. Gli ultras della curva Sud, Salerno Club 2010, CCSC, Mai Sola, Amici della Salernitana, i residenti in altre regioni e la provincia hanno sempre mantenuto fede al loro patto d'amore: sostegno incondizionato alla Salernitana in casa e fuori e critiche legittime perchè giustificate dall'assidua presenza. Tutti gli altri, amanti del match di cartello e della festa finale, si dilettano sui social quasi 365 giorni all'anno attaccando chiunque, aggrappandosi a qualsivoglia alibi, salvo poi innamorarsi nuovamente quando andare allo stadio diventa quasi una moda. Lo dicemmo provocatoriamente, lo ribadiamo ora: il derby con l'Avellino andava riservato a quelle seimila persone che, in un momento buio della squadra e sotto una pioggia battente, hanno cantato fino al 95'contro il Parma, partendo con un'Italia innevata alla volta di Ascoli e battendo ogni record allo Stirpe di Frosinone.
Per il resto tanti occasionali, persone che pretendono squadrone, settore giovanile, prezzi ridotti, promozione in serie A, Europa League e coppa dei Campioni pur preferendo divano e comodi social network ai gradoni. Che quella di Salerno sia una piazza passionale, con enormi potenzialità e che dovrebbe essere maggiormente incentivata non ci sono dubbi,del resto il timore di vivere un campionato anonimo dopo due stagioni sportivamente parlando sofferte può giustificare un minimo calo di spettatori. E' altrettanto evidente che il "tutto esaurito" si registra dappertutto quando in palio c'è qualcosa che conta. Da questo punto di vista la torcida granata non tradisce mai ed è un esempio: erano in 26mila per una finale play out dall'esito già scritto, basta questo per togliersi il cappello. Ma se Salerno Calcio- Monterotondo e Salernitana-Poggibonsi registrano più spettatori di Salernitana-Novara (partita fondamentale, forse la gente non ha capito che c'è un obiettivo da raggiungere e darlo per scontato è sbagliato) è inevitabile fare una riflessione. Riflessione che diventa ancora più interessante quando vediamo tifosi con i capelli bianchi e avanti negli anni emozionarsi ancora durante le partite pur avendo visto decenni e decenni di serie C senza mai lamentarsi mentre tanti giovani restano a casa con scusanti sempre molto variegate.
Dalla multiproprietà alle parole dei presidenti, dal prezzo dei biglietti alla campagna acquisti senza dimenticare il "non verrò allo stadio fino a quando non tornerà il cavalluccio". Tutto legittimo se, coerentemente, ci fossero stati 6mila spettatori anche per Salernitana-Avellino: i presidenti, il direttore sportivo, l'allenatore e i giocatori erano gli stessi, eppure in 15mila hanno riempito lo stadio ritornando sulle proprie posizioni di contestazione sette giorni dopo, dimenticando che i granata hanno dominato a Frosinone contro la più forte e meriterebbero sostegno.Perchè restare a casa, a prescindere da ogni rispettabile presa di posizione, danneggia soltanto la Salernitana. Perchè l'Arechi pieno, unito e compatto come visto contro l'Avellino può far vincere le partite da solo. Perchè per pretendere un progetto vincente bisogna dimostrare di essere una grande piazza non proponendo i video del passato, ma costruendo un grande presente. Allora, mai come ora, la Salernitana vinca non per "la grande piazza" (il falso mito dei 20mila è sfatato da un po'), ma per i veri tifosi, per quelli che la prenderanno per mano nelle difficoltà e che sapranno aiutarla anche senza essere primi in classifica o senza il grande colpo di mercato. Perchè il tifo è un sentimento autentico, che va oltre categorie e calciatori. Chi ama veramente lo sa. Per gli altri...appuntamento al prossimo derby...
Gaetano Ferraiuolo