Salerno

Un'attività titanica, se si considera che sono milioni i dischetti fuoriusciti dal depuratore Varolato di Capaccio Paestum e finiti sulle coste di ben tre regioni d'Italia, dalla Campania alla Toscana passando per il Lazio. Ma i volontari non demordono, ed hanno avviato su tutto il laterale regionale le operazioni di rimozione degli ormai celebri pezzi. Intanto, la procura di Salerno indaga per disastro ambientale colposo, mentre sono in corso anche le verifiche e le analisi per capire l'entità del danno sia all'ecosistema che al territorio. I timori sono ovviamente per la stagione estiva non troppo lontana e per le ricadute sulla salute con i rischi per la pesca.

Mentre i magistrati sono al lavoro, i volontari delle associazioni ambientaliste hanno avviato una mobilitazione chiamando a raccolta le persone "di buona volontà" a dare una mano per ripulire le spiagge. Non sarà facile ed i numeri sembrano proibitivi, ma le motivazioni sono fortissime. L'obiettivo, infatti, è evitare danni peggiori per l'ambiente già messo a duro prova. 

La battaglia è solo all'inizio ed è presumibile pensare che non sarà breve. Da Ischia alle coste della provincia di Salerno l'obiettivo è rimuovere i dischetti, anche se non è del tutto chiaro come dovranno essere smaltiti dal momento che si tratterebbe pur sempre di rifiuti speciali. Sono i numeri a dare, più di ogni altra parola, la cifra della posta in gioco: le due vasche oggetto del cedimento strutturale sono di 350 metri cubi ognuna. Per ogni metro cubo  gli uomini della Guardia costiera - come hanno spiegato in conferenza stampa - stimano circa 300mila dischetti. Insomma, un'enormità. Anche per questo è particolarmente importante l'attività messa in campo dai volontari, che hanno fatto appello a tutti a dare una mano per ripulire le spiagge della Campania.

Giovanbattista Lanzilli