Salerno

L'operazione è stata denominata "Un'altra storia", che poi sottintende come più o meno sia sempre la stessa. Anche se con nuove prospettive, rinnovati interessi ma seguendo sempre lo stesso fil rouge. Si parla degli interessi dei clan camorristici nel territorio salernitano, ed in particolare nell'agro nocerino sarnese: territorio considerato tra i più a rischio e fucina di vecchi e nuovi talenti. La plastica conferma è arrivata ieri, quando in procura a Salerno sono stati illustrati in conferenza stampa i risultati dell'ultima operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia insieme ai carabinieri del Reparto operativo speciale: 5 arresti con l'accusa - a vario titolo - di estorsione ed usura aggravata dal metodo mafioso. 

Al vertice di questa presunta piramide di stampo familiare Macario Mariniello, già affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e alla Nuova famiglia poi, è stato arrestato a Las Palmas, nelle Canarie, dove si era trasferito l’anno scorso. Insieme alla moglie Maria Teresa Pellegrino e ai due cognati Gaetano e Maurizio Pellegrino è considerato il vertice di una banda che applicava interessi usurari fino all’800%. "Un'altra storia" ha portato, fra l'altro, alle ordinanze cautelari per l'ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso al comune di Nocera Inferiore, a testimonianza di una ramificazione molto estesa e che arriva nei gangli vitale dell'economia, della politica e della società di questa parte del territorio salernitano. 

Anche per questo motivo il procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo, ai giornalisti ha raccontato questa "seconda vita" che stanno vivendo i vecchi camorristi, capaci di reinventarsi in nuovi - e redditizi - business. Almeno secondo il quadro accusatorio ricostruito dagli investigatori. Con una certezza: la criminalità ha risorse ingenti da investire, in un vortice che inquina il tessuto economico del territorio. 

GbL