Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Nuovi interrogatori nell'inchiesta Aias. Sono comparsi di fronte al procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D'Onofrio, il consigliere politico alla sanità della regione Campania, Enrico Coscioni, e il giudice Mario Pagano, il magistrato rinviato a giudizio per corruzione con l’accusa di aver pilotato sentenze civili, tributarie e del lavoro. Entrambi sono stati ascoltati come persone informate dei fatti.

Perché sono comparsi in Procura?

La Procura di Avellino avrebbe acquisito dagli inquirenti di Napoli la trascrizione di un'intercettazione di una telefonata fra Ciriaco De Mita e Mario Pagano. L'ex premier avrebbe chiesto al magistrato di ricevere una persona “dalla faccia non molto raccomandabile” perché “gli deve chiedere una cortesia semplice”. La Squadra Mobile aveva trascritto il nome in Gerardo Bigotta. Il sospetto degli investigatori avellinesi è che si tratti proprio di Gerardo Bilotta. Ex presidente Aias e uno dei dieci indagati nell'inchiesta della Procura avellinese.

A Coscioni il procuratore avrebbe domandato delucidazioni sull'accreditamento regionale della onlus sotto inchiesta. Un documento finito al centro delle polemiche. Recentemente Palazzo Santa Lucia ha rigettato proprio la richiesta di accreditamento, ritenendo l'Aias sprovvista dei requisiti per ottenere la documentazione. Mancanze evidenziate già negli anni scorsi. 

L'Asl aveva già chiesto spiegazioni alla Regione

Le prime contestazioni, inerenti all'accreditamento, si riferiscono infatti al 2013. Quando il commissario dell'Asl era Sergio Florio che aveva evidenziato la mancanda di requisiti dell'Aias rispetto all'accreditamento richiesto. La Regione non era però intervenuta. Così come era rimasta in silenzio dopo la delibera del successivo commissario, Mario Ferrante, che aveva chiesto lumi a Palazzo Santa Lucia sull'argomento.

Gli indagati finora

Dieci al momento gli indagati. Le ipotesi di reato nei loro confronti sono di abuso d’ufficio, false fatturazioni e associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Il procuratore capo, Rosario Cantelmo, affiancato da D'Onofrio vuole fare chiarezza su una presunta distrazione di fondi di diversi milioni di euro in favore di altre società. Aziende che nulla avrebbero a che vedere col settore dell'assistenza ai disabili di competenza delle onlus indagate.

Milioni nel mirino

Gli inquirenti avellinesi, con la collaborazione della guardia di finanza, hanno raccolto decine di documenti contabili. Nel mirino la destinazione d'uso di oltre sei milioni di euro. Un'inchiesta che potrebbe aprire uno spaccato importante sulle modalità di accreditamento delle strutture sanitarie.